giovedì 2 febbraio 2012

Ad ogni epoca la sua parola

Chi non si è mai imbattuto in parole di cui non ne capisce il senso, o ne attribuisce uno completamente diverso?
Molte parole hanno conosciuto una loro epoca e l'hanno 'vissuta' cavalcandone l'onda sinchè il suo significato è decaduto; vi ricordate per esempio 'l'amico del giaguaro'? Per molti potrebbe essere una persona animalista, oppure la parola 'Lanerossi' che potrebbe a tanti ricordare una vecchia squadra di calcio...
Eppure queste parole hanno un'altro significato, e questo dipende dalla nostra età perchè ogni generazione lascia la propria impronta nei vocaboli. Una città, un'espressione, un oggetto possono evocare un fatto o un personaggio ai nostri nonni ma non significare nulla per noi.

Prendete Bandiera Gialla: per decenni è stata un distintivo delle navi in quarantena ma divenne nel 1965 il titolo di una trasmissione radiofonica, e la metafora di una rivoluzione musicale che ha lasciato un segno; in più non appena menzioniamo questo nome ci viene in mente anche il noto locale omonimo a Rimini.
Il Carroccio, che sino agli anni Ottanta era un carro da guerra medievale, è ora il simbolo del partito della Lega Nord.
Zelig, che prima era un personaggio trasformista e conformista di un film di Woody Allen, ora rappresenta un famoso programma televisivo condotto da Claudio Bisio.
E' l'8 marzo che è l'anniversario della morte di 19 operaie in una fabbrica di Boston, morte avvenuta nel 1908, oggi è semplicemente la festa della donna.

Il vocabolario con queste evoluzioni delle parole ci svela spesso pezzi di storia: come il nome di una legge (Merlin, Mammì, Basaglia..) o di un gioco (Monopoli, Pacman..) o di uno stadio (San Siro, Olimpico). A proposito di San Siro: si dibatte da molto tempo se fosse veramente lui il giovinetto che porse a Gesù i pani e i pesci per la moltiplicazione ma che cosa abbia fatto per diventare santo anche questo non è chiaro ma sta di fatto che ora il nome di San Siro è abbinato allo stadio dove giocano l'Inter e il Milan, che nel 1980 era stato intitolato anche al giocatore Giuseppe Meazza.

Quando troviamo queste parole, possiamo facilmente ricostruire un periodo o almeno un evento, e costituiscono la <mappa collettiva della memoria> che ci permette di poter chiamare la Serenissima la città di Venezia, o Palazzo Madama il Senato e ci consentono di essere capiti quando diciamo “azzeccagarbugli”, “Fantozzi”, “Cipputi” intendendo rispettivamente un avvocato incapace, un impiegato oppresso e un operaio metalmeccanico.


Oggi molto spesso questi termini ci arrivano dalla televisione, dalla cronaca, dalle celebrità e dai giornali e ci riempiono di ricordi e significati: se sentiamo il termine Pinturicchio sappiamo che si riferisce senza ombra di dubbio al calciatore Alessandro Del Piero un termine coniato da Giovanni Agnelli che paragonava il calciatore juventino per l'eleganza della sua traiettoria nei cross al pittore quattrocentesco.
'L'amico del giaguaro' era il titolo di una trasmissione presentata dal mitico Corrado e la locuzione indicava chi prendeva le difese della preda, o meglio chi parteggiava per il nemico. Se provate a chiedere ad un giovane ventenne cosa significa non capirà assolutamente a cosa vi riferite.

A determinare la fortuna di questo lessico è di solito il tempo, infatti molte parole spariscono nel giro di un decennio per lasciarne il posto ad altre: si è persa nel nulla per esempio la mitica squadra del Lanerossi Vicenza, che era pubblicizzata proprio dal Lane Rossi, uno dei primi sponsor del 1953...
Alcune parole però non tengono conto del significato originario come per esempio il caso di Tangentopoli, o città delle tangenti, da cui derivarono, a seguito dello scossone giudiziario che ne seguì, i termini come sanitopoli e esercitopoli, come se il suffisso 'poli' (dal greco polis cioè città) volesse dire scandalo.

Alcuni termini poi, possono anche perdere le radici e cadere in disuso, ma a distanza di anni e generazioni riuscire a rinascere dalla cenere, e riagganciarsi ad eventi successivi, come è accaduto per la parola cecchino: era il tiratore scelto di cui si parlava tanto nella guerra dell'ex Iugoslavia, ma prima, molto tempo prima, era il soprannome scherzoso dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, detto Cecco Beppe!
Gian Burrasca che per molti ancora è il personaggio interpretato da Rita Pavone, ai primi del 900 era il protagonista di un'opera di Luigi Bertelli, un rampollo di nome Giovanni Stoppani, a cui era stato dato il soprannome di Gianburrasca.

Per poter sfondare una determinata parola deve entrare nella memoria collettiva di un Paese o l'evento da cui scaturisce il termine deve poter coinvolgere talmente il pubblico da rimanerne impresso in modo quasi indelebile.
Ad oggi le parole che potremmo azzardare come previsione di lunga durata potrebbero essere Trap (da Trapattoni, simbolo del buon calcio di una volta), o Il Milionario entrerà di prepotenza a soppiantare il mitico Rischiatutto di Mike Bongiorno, o i fatti di Genova soppianteranno il ricordo delle Cinque giornate di Milano...
Lo spam definirà non solo la posta spazzatura, ma qualunque cosa che ci infastidisce, mentre la mucca pazza si potrà riferire a qualunque tipo di fenomeno o malattia..

I film hanno coniato parecchie parole e/o frasi che sono entrate nell'uso quotidiano come per esempio, quella espressa da Clark Gable in Via col Vento 'Francamente cara, me ne infischio'; una classica ha stilato queste come le frasi più ricordate dalle persone: “Il mio nome è Bond, James Bond', “Ci rivederemo ancora” (Terminator), “La vita è come una scatola di cioccolatini” (Forrest Gump), “Suonala ancora Sam” (Casablanca), “Telefono...casa” (E.T.), “Che la forza sia con te” (Guerre Stellari), “Gli ho fatto una proposta che non poteva rifiutare” (Il Padrino), “Siamo uomini o caporali” (Totò).

Ma teniamo d'occhio anche l'inglese; le parole inglesi hanno letteralmente invaso il nostro vocabolario e con termini legati per lo più al pc ed all'e-commerce. Una nuova è 'nesting': viene da 'nest' ovvero nido e significa voglia di tenerezza, e può descrivere uno stato d'animo quanto un ambiente caldo e raffinato.

Ma vediamo quali sono altre definizioni che non si sono ancora proprio perse del tutto e quelle che proprio non esistono più...

I compagni di merende: espressione coniata nel 1994 da Pietro Pacciani, accusato di essere il mostro di Firenze, che definiva così il suo presunto complice Mario Vanni. 'Compagni di merende' ebbe un grande successo mediatico, è oggi è ancora usata per indicare un gruppo di amici fra i quali vi sia una grande intesa, ma con una sfumatura macabra.

Il tocco di Mandrake: 'Non sono Mandrake' significava non poter fare l'impossibile. Questa locuzione si diffuse tra gli anni 50 e 60 con l'avvento dell'omonimo fumetto, ma nessun giovane la userebbe più anche perchè è un po' difficile che conoscano il fumetto di Mandrake.

Sei un vero Carnera: Primo Carnera era un bravissimo pugile friulano morto nel 1967, campione mondiale dei pesi massimi nel 1933. Era alto quasi 2 metri ed entrò nell'immaginario collettivo con il suo cognome come simbolo di persona grande e forte. Da tantissimo tempo non si usa più.

L'accendiamo?: se non guardate i quiz degli ultimi tempi potreste esserne spiazzati da una domanda con questa parola, ma con questo termine che utilizza Gerry Scotti nel suo famosissimo 'Il Milionario', ha soppiantato del tutto locuzioni come 'Possiamo procedere?' o 'Siete d'accordo'.

Il paese della Cuccagna: è una metafora del luogo fantastico ideale (nel Medioevo significava un leggendario paese dove non si invecchiava mai e dove vigeva il libero amore) che oggi sta scomparendo quasi del tutto. Scompare anche l'espressione 'albero della Cuccagna' che nelle feste popolari era un albero insaponato dove appesi venivano sistemati dei premi alimentari molto ambiti.

Black bloc: questa espressione, dopo i fatti di Genova, viene utilizzata per identificare l'ala dura e violenta del movimento popolare anti-globalizzazione. Chi vi prende parte si veste di nero e in genere ha il volto coperto.

Ircocervo: era un mostro mitologico, metà capro e metà cervo. Più recentemente identifica un'idea o una cosa assurda, irrealizzabile oppure un connubio bizzarro, destinato a rompersi in breve tempo. La parola che risale ai primi decenni del 1900 ormai è caduta in disuso.
Ed io onestamente è la prima volta che la sento!

I TORMENTONI! FRASI E TERMINI ORDINATI PER DECENNIO.


ANNI '30

Nudismo
Afroamericano
Duplex


ANNI '40

Iperspazio
Analcolico
Cabarettistico


ANNI '50

Telespettatore
Rateizzazione
Disc jockey
Naturismo
Eurovisione
Alta fedeltà
Rèclame
Cafone
Lei non sa chi sono io
Ahimè
Riverisco
Omaggi alla signora
Cari amici vicini e lontani



ANNI '60

Stressato
Iellato
Inflazionato
Nude look
Manovra accerchiante
Eureka
Andare in tilt
Omsa, che gambe
Contro il logorio della vita moderna (amaro Cynar)
Bambina sei già mia, chiudi il gas e vieni via (caffè Paulista)
Falqui, basta la parola
Galbani vuol dire fiducia
Metti un tigre nel motore


ANNI '70

Incavolatura
Ginnastica aerobica
Colf
Antiabortista
Presenzialista
Ghettizzare
Sessantottismo
Tormentone
Nella misura in cui
Marinare la scuola
Così e cosà
Diamine
Allegria!
A monte
Sgamare
Chi mi ama mi segua
Chiamami Peroni
Chi non mangia la Golia o è un ladro o è una spia
Per l'uomo che non deve chiedere mai
Con Nelsen piatti i piatti li vuol lavare lui!


ANNI '80

Affittasi
Discotecaro
Siliconata
Disinquinamento
Zonizzare
Metallaro
Accidentaccio
Ambientalista
Paninaro
Deregulation
Griffato
Ecopacifismo
Discount
Semestralizzare
Dopato
Par condicio
Insabbiare documenti
No profit
Acquapark
Televendita
Simbiosi
Metastasi
Costipazione
Truzzo
Nuovo? No lavato con Perlana
Milano da bere
Già Fatto?
Baleno, e lavoro meno
O così o Pomì
Liscia, gassata o Ferrarelle?
Meditate gente, meditate


ANNI '90

Ecoterrorismo
Serial killer
Karaoke
Bipartisan
Cubista
Graffitaro
Mi consenta
Valore aggiunto
Tangentopoli
Inciucio
Celodurismo
Impallarsi
Sdoganare
Toglietemi tutto, ma non il mio Breil
Ma quanto mi costi?
Ambrogio, sento un certo languorino


ANNI 2000

Nesting
No-global
Talebano
Ground Zero
Obiettivo sensibile
Palestrato
Leopardato
Sclerare
Fare outing
No Martini? No party
Ti amo, bancario
Buonaseraaaaaaa




Se volete saperne di più potete consultare questo libro:

Parole per ricordare. Dizionario della memoria collettiva (Zanichelli) di Massimo Castoldi e Ugo Salvi.

3 commenti:

  1. Un post splendido, Sav!!!da ricopiare e tenere..e penso che anche il libro che citi sia molto interessante, vedrò di leggerlo.Bella anche la foto che hai scelto.Un abbraccio.

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  2. Grazie Riyu!! Sono un'appassionata di questi argomenti e presto ce ne saranno altri di questo tipo, vedrai...
    Sono curiosità interessanti.
    Un bacio!

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  3. Vero Saaaaaaavanna molto interessante questo post.
    Parole che vanno .... parole che vengono...
    sempre parole che ci danno un loro grande significato:
    il passare del tempo e della vita....
    Ciao cara a presto.

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