martedì 14 febbraio 2012

La meditazione come armonia tra mente e corpo: ovvero lo Zen

Quando si parla di Zen si pensa comunemente ad una religione o ad una filosofia, ma  in realtà non è affatto così. Lo zen è una pratica antichissima nata in Cina più di 2500 anni fa ed arrivata sino a noi in maniera verbale.
Il senso dello Zen è la sua esperienza, quella pratica che la persona pratica costantemente e quotidianamente volta a riconoscere la straordinarietà della nostra esistenza. Per poter raggiungere la natura divina che permea ognuno di noi non dobbiamo far altro che meditare.
Praticare lo Zen è estremamente personale, non c'è bisogno di un maestro vero e proprio; colui che ci è vicino rappresenta solo un punto di riferimento per chi si appresta a praticare lo Zen per la prima volta.
Egli insegnerà solo il metodo per una corretta postura alla meditazione: la posizione del loto, la respirazione da tenere durante essa e la giusta recitazione dei koan.
La scuola Zen ha due orientamenti principali: soto e koan.  Il primo, fedele alle origini, crede nella meditazione con il controllo del respiro e il vuoto della mente, mentre il secondo è la meditazione per paradossi che conduce al vuoto attraverso la mancanza di soluzioni logiche.
Non pensate che lo Zen sia una pratica esotica: lo Zen è qualcosa di molto profondo, mistico e personale. Il suo primo concetto è l'indivisibilità del Budda da tutto ciò che esiste, quindi l'uomo viene chiamato a raggiungere anche lui l'unione con la divinità,e questo può avvenire solo con l'Illuminazione interiore che avviene attraverso gli eterei stimoli dettati dai maetri e una pratica costante di meditazione.
Gli stimoli profondi sono il senso del bello come la cerimonia del tè, l'arte di disporre i fiori etc.. e il controllo della respirazione.
Un'arte che oggi è molto diffusa anche in Occidente è l'ikebana, che letteralmente significa 'fiori viventi', ed è spesso indicata come cammino di elevazione spirituale secondo i principi dello Zen.

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