sabato 22 settembre 2012

Amicizia tra donne: fin dove può spingersi?

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Una situazione che mi è capitata recentemente mi ha fatto riflettere sulla questione dell'amicizia tra donne e su dove ci si può spingere senza andare oltre i limiti.

Penso che a molte di voi sia capitato di avere un'amica in difficoltà a cui avete fornito consigli e assistenza, o magari a cui avete confidato informazioni che hanno potuto cambiare o modificare la sua vita.
Vi siete mai fermate a pensare se non vi siete spinte un pò oltre?
Avete mai riflettuto se era meglio 'farci i fatti propri' e lasciare magari a lei la decisione o la riflessione su come comportarsi in determinati frangenti?

Prendiamo ad esempio il canonico caso, per esempio, dell'apprendere che il suo marito/fidanzato l'avete beccato con un'altra: dirglielo o non dirglielo?
Lasciarla nell'ignoranza o aprirle gli occhi?

E' vero, parlare porta a delle conseguenze sia per chi riceve le nostre confidenze e anche per noi che ci siamo messi in mezzo.
Se venissi a sapere che un'amica viene presa in giro, o soffre per una certa situazione che si è creata, non avrei remore ad aiutarla, cercando di farle capire che cosa sta succedendo, o cercando di renderle più chiare le situazioni che sta vivendo suggerendole cosa può fare.
Stare zitta e fare finta di nulla non è nelle mie corde, mi sembrerebbe di essere menefreghista. Un'amica è tale nel bene e nel male.

Non è facile prendere una decisione quando si viene a conoscenza di fatti importanti di persone che fanno parte della nostra vita, ma sino a dove è lecito spingersi nel confidare 'segreti'?

giovedì 20 settembre 2012

Tradimento: confessare o tacere?

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Speriamo non accada mai a noi… ma prima o poi potrebbe capitarci di chiedersi: e se dovessi avere una scappatella, come mi comporterei? e ….se dovesse essere lui a tradirmi, preferirei sapere o non sapere?
Non sempre e necessariamente la scappatella e’ sinonimo di crisi di coppia , vige il detto “occhio non vede cuore non duole” che fa pensare che la maggior parte preferirebbe occultare il tradimento…
Lo conferma un’indagine svolta da Incontri-Extraconiugali.com secondo cui il 48% degli italiani decide di tacere mentre, il 13% opterebbe per una sincera e dolorosa confessione con tutte le conseguenze del caso.
Confessare non sempre potrebbe indicare un gesto di sincerita’ ma potrebbe anche significare scaricarsi la coscienza … credo che non esista un vero codice di comportamento che si possa adattare a tutte le situazioni .
L'unica regola sarebbe  quella di essere sinceri almeno con sé stessi, e chiedersi "perché ho tradito?"
Vedere che questa indagine arriva da un sito di incontri extraconiugali mi da proprio l'idea di come si stia evolvendo questa società!

Il mio pensiero nel corso degli anni non è cambiato affatto; ritengo che il tradimento sia il segno di un 'malessere' più o meno pronunciato all'interno di una coppia.

La cosidetta 'scappatella' avventura di una notte o di più notti non lo ritengo un avvenimento circoscritto. Lasciamo perdere quelle stupidaggini (a mio parere) di quelli che lo fanno solo per una questione fisica!
I meccanismi che fanno sì che in una delle due parti di una coppia, scatti l'attrazione verso un terzo e questa si consumi, mi dà da pensare che la sua relazione abbia delle incrinazioni; se si è soddisfatti (parola che non rende però molto bene le emozioni che regolano la vita insieme ma fatemela passare...) se si ha una buona intesa fisica con il proprio partner, credo che non si pensi minimamente a volervo tradire.

Detto questo, vengo alla domanda: confessare? NO!
Perchè fare del male al proprio partner? Glielo si ha già fatto tradendolo con un altro/a!
Si è voluto fare questo passo, ebbene si abbia il coraggio di portarsi addosso tutto il fardello che ne consegue; specialmente dei sensi di colpa che inevitabilmente arrivano specie se il partner, non sapendo nulla, continua ad avere lo stesso atteggiamento affettuoso che il traditore sa di non meritarsi. Ecco che a quel punto, scatta la voglia di confessare per aver modo di troncare queste espressioni che non ci si sente poi di condividere senza essere lacerati dal rimorso del proprio gesto.

Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, il coraggio di affrontarle sbagliate che siano e soprattutto il coraggio di farsi un esame di coscienza analizzando la propria relazione e le motivazioni che ci hanno portato a tradire la persona con cui stiamo condividendo la nostra vita.

mercoledì 19 settembre 2012

Buttarsi alle spalle il passato



L'altro giorno stavo dando un'occhiata a delle vecchie riviste e sono capitata su un articolo molto interessante che mi ha dato motivo di varie riflessioni.
Parlava di come superare il passato e costruire meglio il proprio futuro.

Il concetto si può associare in molti ambiti, dal rapporto di coppia, al lavoro e alle amicizie; nell'articolo si parlava di persone che non sono mai riuscite a chiudere la porta sul passato sulla base di esperienze di tradimenti nell'ambito di coppia.
Si analizzavano i vari stadi di questo percorso deleterio e di come si può superarli.

Questi concetti chiave mi sono sembrati molto importanti, e sono:

- Comprendere i propri errori, non giudicarsi e ammettere i propri limiti perchè la perfezione è impossibile.

- Perdonare non necessariamente significa rimuovere il passato, ma comprendere che una determinata situazione si è modificata, si è evoluta in modo diverso da come ci aspettavamo, e il cambiamento è da accettare...per tappe.

- Guardare avanti, creando nuovi progetti, impegnando le nostre energie positive. Il rancore è un freno e riconoscerlo permette di riuscire a liberarsene.


Certo che perdonare non è facile, perchè il risentimento mette radici profonde nel nostro animo. La cattiveria gratuita ad opera di altri è quel qualcosa che ci portiamo dentro a lungo, la consideriamo una vera e propria ingiustizia e il risentimento che ne nasce è duro da estirpare; non riuscire a perdonare chi ci ha ferito nasce dalle emozioni che ancora suscitano dentro di noi.
Se riuscissimo ad analizzare questi sentimenti e a 'passare oltre' ci accorgeremmo che avremmo perso tanto tempo dietro a delle ostilità che fanno male ad entrambe le parti, oltre a perderci anche tanto tempo.

Gli psicologi dicono che il perdono è fondamentale per chiudere con il passato. E questo è difficile perchè di solito entrambe le parti si sentono tradite e si vive in una situazione altalenante di disagio fisico e mentale.
Questo atteggiamento dipende soprattutto dal fatto che noi ci aspettiamo che gli altri si comportino come noi vorremmo; non ci aspettiamo insubordinazioni o atteggiamenti diversi da come noi ce li siamo precostruiti nella nostra mente...

Accettare la differenza vuol dire prendere consapevolezza del fatto che siamo diversi, che esistono differenze anche profonde tra le persone e pensare che l'altro ha una visione differente delle cose. Ammetterlo e chiedere scusa.
Questo è un punto fondamentale per andare avanti...

George Kohlriese, uno psicologo svizzero ha elaborato un modello in nove tappe che individuano i punti fondamentali per superare il passato e aprire una pagina nuova sul futuro.

1 - Negazione dell'evento che ci ha causato sofferenza.
2 - Protesta verso la persona o verso ciò che ha provocato il fatto.
3 - Nostalgia riconosciuta e ammessa per tutto quello che si è perso.
4 - Paura che blocca e toglie le energie.
5 - Razionalizzazione, cioè il tentativo di ricerca delle possibili cause motivi per quello che è accaduto.
6 - Accettazione, quindi rendersi conto che la situazione che si è creata è diversa dalla precedente.
7 - Maturazione di un attaccamento nuovo: le energie devono essere indirizzate su un legame non sperimentato in precedenza.
8 - Perdono, verso se stessi e verso l'altro, fatto in modo spontaneo e sincero.
9 - Gratitudine, quell'atteggiamento che consente di vedere comunque quello che di buono c'è stato nella situazione. Arrivare a questo stadio significa una rigenerazione potente di tutto il sistema e si è pronti a voltar pagina.

Esistono differenze fra ciò che si pensa di sè e come ci vedono gli altri. Riuscire ad ammetterlo elimina recriminazioni inutili.


Chiudere con il passato per me significa chiudere una fase della vita, negativa o positiva che sia, che non si ripresenterà più ma che mi ha permesso di imparare qualcosa; sia la sofferenza che la gioia sono il bagaglio che quell'esperienza mi ha lasciato. E bisogna farne tesoro.

domenica 16 settembre 2012

Perchè quando una donna parla l'uomo non l'ascolta?

Partiamo dal presupposto che tra una coppia ci siano almeno 6/8 anni di convivenza, e quindi quel momento di passione e innamoramento folle si è ridimensionato ed ha preso il suo binario su cui scorre tranquillo (questo presupposto è necessario perchè agli inizi di una relazione si è sempre molto attenti ai bisogni dell'altro), mi domando: "Perchè quando io parlo il mio compagno non mi ascolta"? E quindi continua a: guardare la tv - scorrere le notizie su internet - controllare i messaggi sul cellulare - osservare pensieroso il muro ( <_< ) - guardare le sue unghie per vedere se sono della lunghezza giusta ( -_- ) e altri atteggiamenti che non hanno nulla di sensato???
Inutile dire che la cosa mi fa saltare i nervi, in quanto oltre a darmi la concreta impressione di essere invisibile, mi fa sprecare una gran quantità di fiato considerato che devo ripetere le cose più volte, arrivando quasi ad urlare per essere sentita.
La prova che spesso fa 'finta' di non sentire è quando più di una volta esordisco con cose strane tipo "Ok, allora visto che non mi rispondi faccio di testa mia, prendo la macchina e mio figlio e ci vediamo domattina perchè tanto non rientro a casa"! Al che scatta come una molla!!!!! (Sono stata leggera con gli esempi perchè altrimenti andavo direttamente sul genere hard :P :D )
E, ciliegina sulla torta, non solo lui non ti degna di uno sguardo alla prima domanda che gli faccio, ma alla sesta, settima volta che glielo chiedo dimostra chiaramente che mi ha sentito benissimo, tant'è che mi ridice esattamente ciò che gli ho chiesto :huh:
Ora arriva la seconda domanda: "Perchè fa così"?
Si è stancato di sentire la mia voce? Non penso, perchè se mi azzardo a stare zitta, mi chiede se sto male o sono arrabbiata :blink:
E' l'argomento che non gli interessa? Forse, ma siccome gli argomenti sono sempre di interesse 'familiare' questo problema non si porrebbe.

E allora perchèèèèèèè!!!!!!!!!!

Non lasciatemi sola, ditemi se sono un caso unico o capita anche a voi :(

martedì 4 settembre 2012

La resa del conto

"Cameriere" dice la cliente, "questo caffè non è abbastanza caldo."
"Le chiedo scusa madame."
"Ne voglio uno più caldo."
"Subito, madame."
"E non dimentichi" aggiunge "decaffeinato."
Porto il caffè sul retro e lo butto nel lavabo. Prendo una tazza pulita e la riempio di acqua bollente per riscaldarla. Un trucco del mestiere. Poi la svuoto, verso il decaffeinato bollente e torno al tavolo. Un minuto dopo la cliente mi richiama:
"Cameriere, anche questo è tiepido."
"Sono desolato, madame."
"Cos'è, stupido?" risponde lei. "Cosa ci vuole a preparare una tazza di caffè caldo?"
"Mille scuse madame. Sono nuovo del mestiere." (In realtà "nuovo" lo ero sei anni fa, ma questo me lo tengo per me.)
"Me ne porti un'altro" dice la signora, " mi raccomando..."
"Decaffeinato" l'anticipo. "Senz'altro madame."
Torno alla macchina del caffè e riempio la tazza di caffè normale.
Poi preparo un espresso-bomba e aggiungo anche quello. Infilo tutto nel forno, e dopo due minuti a quattrocento gradi ritiro la tazza prendendola con le pinze da insalata e l'appoggio su un piattino freddo.
Consegno il calderone di caffeina sfrigolante alla cafona.
"Madame" la avverto, sforzandomi di non essere carogna fino in fondo, "la prego di fare attenzione: caffè e tazza sono bollenti."
"Ottimo" dice lei. "Proprio come piace a me."
Mentre mi allontano sento il suo strillo quando afferra la tazza.
"Ahia!" guaisce. "Scotta!!!"
Continuo a camminare, cercando di nascondere il mio ghigno di soddisfazione.
Il vendicatore in grembiule ha colpito ancora.


tratto da "La resa del conto" di Steve Dublanica