domenica 7 ottobre 2012

Ora ricordo di Noelle Harrison



Quando Barbara decide di lasciare la natia Irlanda per fare la au pair a casa di una coppia di Londra, ha solo diciotto anni e una gran voglia di chiudere con il passato. Irrequieta e sensibile, la ragazza è infatti segnata dalla morte del fratellino in un incendio, incidente di cui lei si sente responsabile. Appena giunta a casa di Olivia e Gareth Finch, si rende conto che c'è qualcosa che non va. Mathilda, la loro bambina, è affetta da una malattia sconosciuta che le procura delle forti crisi di tipo epilettico, che a quanto pare nessuno è in grado di curare. Sua madre Olivia è una donna elegante e gelida che tratta Barbara in modo sprezzante, ma anche suo marito sembra nascondere qualcosa. Quando durante l'estate tutta la famiglia si trasferisce nel sud della Francia dai genitori di Olivia, Barbara si innamora perdutamente del fratello della sua padrona di casa, mentre piano piano si fa strada in lei il tragico sospetto che la povera Mathilda sia vittima dei suoi stessi genitori... 

Questo libro mi ha colpito inizialmente per la sua copertina; quando l'ho visto ho detto "lo prendo!" senza aver neanche letto la quarta di copertina...
So perfettamente che non ha senso 'giudicare' un libro dalla sua copertina ma credo che sia capitato prima o poi a tutti di farlo; e quante cantonate si prendono così!!!
Invece questa volta non è successo. Nel momento in cui ho iniziato a leggerlo, mi ha completamente avvinto alle sue pagine tant'è che alla fine mi è pure dispiaciuto finirlo.
E' denso di emozioni e profumi, le descrizioni sono talmente vive che pare di essere li presenti alle vicende di Barbara, Matilda, Olivia, Pascal...
La storia non è innovativa, non aspettatevi chissà cosa, ma ha il potere di tenervi incollati alle sue pagine per capire che cosa succederà a Matilda, se Barbara riuscirà a conquistare il cuore della bambina, e a superare lo choc per la perdita del suo fratellino Mattie, morto nell'incendio della loro casa. Ma succederà ben altro, e nel romanzo si susseguiranno dolori e gioie, fantasmi e ricordi che accomuneranno tutti i suoi protagonisti.
Non c'è un personaggio negativo; anche quello che, alla fine, potrà sembrare il 'cattivo' di turno non lo è poi alla resa dei conti. Tutti hanno un proprio fardello che si portano dietro , chi piccolo, chi grande, e  proprio questo dà al romanzo quella connotazione positiva ed equilibrata che mi ha fatto sussurrare 'che bello!' quando le mie mani hanno chiuso il libro.

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