mercoledì 28 novembre 2012

I sopravvissuti di Terri Nation

Questo libro ha dato il nome allo sceneggiato andato in onda negli anni 70/80 di cui è stato tratto anche un una mini serie andata in onda qualche anno fa, che però non ha avuto molto successo.
La trama è semplice; un virus letale, molto simile alla peste ma che viene scambiata per una forte influenza, decima la popolazione mondiale, lasciando l'1% di sopravvissuti nel mondo.
Chi rimane deve cercare di sopravvivere, non solo cercando di procurarsi un tetto sulla testa e del cibo ma anche nel difendersi da chi ruba e uccide per riuscire a procacciarsi quello di cui ha bisogno.
Generalmente si giudica sempre il libro migliore del film o sceneggiato ma in questo caso, sono rimasta colpita da come, invece, la pellicola abbia fedelmente, almeno sino ad un certo punto, tenuto fede al romanzo: i personaggi principali, Tom, Abby e Jenny hanno subito qualche sfumatura aggiuntiva nella serie tv, ma per il resto sino quasi alla fine del romanzo, posso dire che ho ritrovato gran parte della storia.
Alcuni personaggi della serie nel libro non esistono ma se finiamo qui il paragone altro non c'è da dire.
Posso solo aggiungere che a parte qualche errore di stampa, il romanzo si legge benissimo, è scorrevole e per nulla ripetitivo.
La storia non è nuova, è vero, molti libri hanno seguito lo stesso filone e  non si discostano molto da questo ma la cosa che mi è piaciuta nei 'Sopravvissuti' è vedere come Nation abbia centrato il punto sul sopravvivere giorno per giorno: le scorte non potranno durare per molti anni e non ci si può certo nutrire solo di cibi in scatola, bisogna coltivare, allevare bestiame, procurarsi energia, riscaldamento...
I sopravvissuti si rendono conto che il mondo ha avuto uno stop e si sta 'riavviando' di nuovo solo che le loro conoscenze non sono in grando di renderli autosufficienti; come si produce una candela? E come si fabbrica una pentola? Un sapone? E le medicine di base come aspirina, alcol, disinfettanti....
Ci sono i libri...questa manciata sparuta di persone vanno alla ricerca di libri per imparare a capire come muoversi, ma mica è così semplice. Ci sono le materie prime da cercare prima di produrre un oggetto. Qui si arriva al punto.
Cosa faremmo se succedesse una catastrofe del genere? Saremmo in grado di partire da zero?
Leggere 'I sopravvissuti' mi ha fatto capire quanto siamo impotenti di fronte ad un evento di questa portata, fa riflettere...e parecchio.

domenica 25 novembre 2012

La dieta paradossale di Giorgio Nardone

Dieta: un'epidemia dei tempi moderni, dei paesi sviluppati, delle societàopulente. Chi non si è mai cimentato almeno una volta nella vita in un regimealimentare per perdere qualche chilo di troppo? E quindi, siccome riguardatutti, tutti sappiamo quanti risultati fallimentari si raccolgono mettendosisu questi binari punitivi in cui si cerca di tenere sotto controllo un istintoprimario come quello della fame. Le diete non funzionano ma non perché non siriesca a dimagrire: o non si riescono a seguire fino in fondo o si seguono epoi si recuperano i chili perduti. Un grande psicologo ci spiega le ragionidel nostro faticoso rapporto col cibo e, attraverso stratagemmi che possonosembrare irragionevoli, ci insegna come recuperare una relazione sana edequilibrata col piacere di mangiare. 

Ottima lettura per chi ha bisogno di un sostegno nell'affrontare i disordini alimentari (o 'doc' disturbi ossessivo compulsivi). Nardone esprime in modo chiaro come riuscire a scavalcare i blocchi psicologici per uscire dal circolo vizioso di diete, o espedienti come il vomito per raggiungere o mantenere un determinato peso corporeo.

Sono fermamente convinta che tutte queste diete che ci sono in giro non siano efficaci e tendano soprattutto a minare la propria autostima; "se ce la fai sei una grande, hai forza di volontà, la tua autostima è al top"...in caso contrario sei una fallita!



Troppo sbrigativo.
Fregare il proprio cervello che scarica sul cibo le proprie angosce, le ansie, i bisogni affettivi non è affatto semplice, bisogna capire come arriva l'input, cosa fa scatenare questi raptus autodistruttivi. Ogni volta che la nostra bocca mastica un pezzo di cibo 'in più' il nostro senso di colpa aumenta in modo esponenziale e dobbiamo ricominciare da capo.
Ma noi...sappiatelo... possiamo mangiare di tutto!!!
Si, è così!
Certo non possiamo mangiare mezzo kilo di pasta a pranzo e altrettanta la sera!!!! Ma possiamo concederci primo, secondo e contorno, in porzioni normali e con tanto di minidolce alla fine. Non è un utopia.

Il libro è efficace e diretto...e ciò che vi troverete al suo interno non è facile da mettere in pratica però...bisogna assimilare queste ideologie innovative, avere una forte  motivazione (uscire da questo maledetto circolo vizioso dei chili yo-yo) e soprattutto...la voglia di volersi bene e credere in se stesse.
 Si può fare! 'Yes, we can'! 

sabato 24 novembre 2012

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew di Winifred Watson


È una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l’aria di una spigolosa signora di mezza età e un’espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più eleganti della capitale inglese.
Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l’impiegata, anziché recitarle la solita litania «nessuna richiesta di istitutrici, Miss Pettigrew», le ha dato l’indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFosse.
L’edificio in cui si trova l’appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell’ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. È una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. I riccioli d’oro scarmigliati le incorniciano il viso, gli occhi blu le brillano come genziane e il roseo fulgore della giovinezza le accende le guance. Porta uno di quelle vestaglie che indossano soltanto le attrici nei film.
Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, popolato da donne bellissime, aitanti eroi e fascinose canaglie, e dove non ci sono genitori prepotenti e orridi pargoli a vessarla.
Miss LaFosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli occhi.
In preda all’ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l’assunzione cominci, ma anche stranamente elettrizzata. Gente di quel livello! Con quella vita… Quella sì che è un’esistenza vera, fatta di dramma e azione. 


Delizioso! Sono arrivata all'ultima pagina con il sorriso che mi andava da un'orecchio all'altro!
Come si può non amare questo romanzo, di poche pretese, scritto nel lontano 1938, frizzante e ricco di ironia?! Tenetene conto, se deciderete di leggerlo che, proprio per l'anno di uscita, questo libro porta con se i principi di quei tempi, l'onore dei gentiluomini, la pudicizia e la virtù delle signore, il moralismo e le disillusioni dell'epoca...ma lasciatevi affascinare da tutto ciò e fatevi rapire dalle sue pagine.
Da un equivoco, la vita di Miss Pettigrew sarà completamente stravolta; questo romanzo racconta la giornata di questa gentildonna di mezza età (allora le quarantenni erano considerate così) alla perenne ricerca di un lavoro, con lo sfratto sulle spalle e per di più anche bruttarella.
E il destino le verrà incontro, dandole l'opportunità di poter assaporare una vita diversa anche solo per un giorno...Come si suol dire, bisogna agguantare la fortuna quando bussa alla tua porta!
Gustoso, divertente e spumeggiante, dialoghi garbati e mai banali, tanti 'messaggi' tra le righe, è un libro che meriterebbe più attenzione da parte dei lettori. 

giovedì 22 novembre 2012

Il giardino dei ricordi - Rachel Hore

Lamorna Cove, una piccola, incontaminata baia in Cornovaglia, nel secolo scorso era il ritrovo di una colonia di artisti. Oggi, Mei spera che possa essere il luogo per sfuggire al dolore della morte della madre e per riprendersi dalla fine della sua storia d'amore. Affitta un cottage nella suggestiva tenuta di Merryn Hall, dove dopo qualche giorno arriva Patrick, il nipote del vecchio proprietario, anche lui reduce dal fallimento di una relazione sentimentale. I due iniziano insieme una lunga opera di ricostruzione del giardino della villa per riportarlo all'antico splendore e, contemporaneamente, indagano sull'identità dell'artista di alcuni quadri ritrovati da Mei. Scopriranno così a poco a poco la vicenda di Pearl, una delle cameriere di Merryn Hall all'inizio del novecento, divenuta l'amante del nipote del proprietario ma allontanata una volta rimasta incinta. Mei e Patrick si avvicinano sempre più fino a innamorarsi, ma la completa felicità sembra irraggiungibile...
Il vantaggio di questo romanzo è l'ambientazione idilliaca e la scoperta di bravissimi pittori che però non è riuscito a strapparmi una stellina in più per via della storia che trovo un pò tirata per i capelli.
Due storie d'amore raccontate quasi in parallelo fanno da sfondo a questo libro e ad un giardino che risorge dalle ceneri. La storia d'amore più affascinante e intrigante è quella di Pearl nei primi anni del 1900 ed è quella che mi ha, se così posso dire, appassionato di più (non sono un'amante dei libri romantici) mentre quella di Mel e Patrick trovo che rimane più superficialmente trattata dalla Hore, che conferisce loro meno pathos e vivacità. Anche i momenti 'intimi' tra di loro sono evitati nei capitoli; si scopre che proseguono la loro storia perchè ci scappa tra le righe 'che dividono il letto'. Mah!
I personaggi 'attuali' quelli che affiancano Mel e Patrick sono quasi stereotipati, e solo Mel guadagna qualche punto in più rispetto agli altri. Patrick è una figura insignificante, quasi antipatica, e spesso ho fatto il tifo per il suo ex fidanzato piuttosto che vederla accanto a quello stoccafisso di Patrick!
I pochi approfondimenti caratteriali, la passione tra i due protagonisti praticamente non approfondita, e parecchie pagine di troppo, rendono questo libro un pò pesante da riuscire a finire... non avvincente.
Recupera nel mio giudizio, l'ambientazione nella Cornovaglia a Lamorna, con descrizioni dei posti molto belle insieme a quelle del giardino che ritornerà a nuova vita e alla scoperta di pittori, di cui, segnatami i nomi, sono andata a cercare le loro opere scoprendo dei quadri di incredibile bellezza.

sabato 17 novembre 2012

La regina maledetta - Jeanne Kalogridis



Caterina de' Medici è una delle regine più calunniate della storia. Nel suo ultimo romanzo Jeanne Kalogridis racconta la storia di una ragazza dolce, destinata a diventare una pedina nei machiavellici giochi di corte. Figlia della famiglia più potente di Firenze, Caterina rimane orfana in tenera età e a quattordici anni viene data in sposa a Enrico Il di Francia. Ma la vita alla corte di Francia si rivela molto difficile per la giovane regina. Oscurata dall'amante del marito, la splendida Diana di Poitiers, Caterina fa ricorso alle arti oscure della stregoneria per riconquistare l'amore di Enrico e riuscire ad avere quei figli che sembrano non voler arrivare. Su uno sfondo storico perfettamente ricostruito, Jeanne Kalogridis ci regala l'avvincente ritratto di una donna forte e desiderosa di felicità. 

 Bello, bello, bello!!! Chi mi conosce sa che amo la Kalogridis e se il suo romanzo 'L'enigma della Gioconda' mi ha appassionato ed entusiasmato, in questo ha superato se stessa in bravura.
Non solo è ben scritto, ma proprio la storia che l'autrice va a raccontare è incredibilmente avvincente e la Kalogridis riesce ancor di più ad incatenare chi la legge, togliendo le briglie all'immaginazione.
Si potrebbe anche dire però che è una classica storia di intrighi a corte, passioni consumate nell'ombra o esibite con audacia, figli adulterini e legittimati...ma no, non è il solito clichè.

I personaggi sono meravigliosi, tutti, ben tratteggiati e con caratteri spiccati; Enrico, il marito, un uomo debole, influenzato dalle donne (come il re padre, Francesco, uomo di gran cuore ma incline alle scappatelle) che farà soffrire Caterina non poco prima di riuscire a capire la grandezza di sua moglie.
I figli di Caterina; pazzia, crudeltà, debolezza, fragilità saranno i tratti dominanti di questi personaggi che avranno un ruolo importante nella storia.....e infine.... Caterina!.... la protagonista è una donna a cui non si può non affezionarsi, fragile ma forte nello stesso tempo, con un destino duro da affrontare.

E' vero che farà ricorso alle arti oscure ma perchè? Perchè è una donna negativa e crudele o lo fa per amore del suo uomo e dei suoi figli, oltrechè per la sua terra?
Ruotano attorno a lei ulteriori figure di ministri di corte, dame, parenti e affini, dignitari, astrologi, di cui uno, Cosimo Ruggieri, avrà un ruolo nella vita della protagonista molto importante.

Avvince sin dalle prime pagine questo splendido romanzo e il suo pregio, non da poco secondo me, è di dare nozioni di storia, con tanto di date e luoghi senza annoiare e confondere il lettore.
Anzi, ha la prerogativa di riuscire ad appassionare ancora di più.

giovedì 15 novembre 2012

La metà di niente - Catherine Dunne

Dublino. Sembrava un matrimonio normale: lui, lei, tre bambini. Poi, un giorno, lui se ne va con un'altra e lei si trova per la prima volta a scontrarsi con la vita: le vicende di una donna che, nella sua lotta per una famiglia ferita, scoprirà una voglia, anzi una gioia assolutamente nuova di vivere e sorridere. 

Rose è una donna come tante, con una famiglia come tante, con una vita come tante...A Rose capita di essere mollata dal marito per un'altra...come a tante altre donne. Ma questa storia anche se accomuna una parte del genere femminile, ha una forza e una profondità commovente.

Intanto Rose, ha carattere e lo tira fuori dopo il primo attimo di choc; ha la capacità di prendere in mano la situazione e dare una routine ai suoi tre figli, nonostante la devastazione che ha dentro l'anima e gli occhi che spesso sono gonfi di pianto. Reagisce come meglio può ad un evento a cui non riesce a darsi una spiegazione, ma quando realizza che all'abbandono, da parte di un marito egoista e strafottente, non deve cercare dei 'perchè' rialza la testa e guarda avanti.

Come fanno tutte le donne a cui capita un evento del genere. Ci si rialza sempre, si va avanti e si riprende a vivere dignitosamente e con una sorprendente rivelazione; quella di scoprire la vera forza che abbiamo dentro.
Tutto questo scritto magistralmente dalla Dunne, senza mezze misure. 


martedì 6 novembre 2012

Perdonare..

Non si perdona qualcuno perchè si ritiene di non avere altra scelta. Quello non si chiama perdono, si chiama disperazione.

'Giorni di zucchero, fragole e neve' di Sarah Addison Allen