sabato 24 novembre 2012

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew di Winifred Watson


È una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l’aria di una spigolosa signora di mezza età e un’espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più eleganti della capitale inglese.
Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l’impiegata, anziché recitarle la solita litania «nessuna richiesta di istitutrici, Miss Pettigrew», le ha dato l’indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFosse.
L’edificio in cui si trova l’appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell’ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. È una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. I riccioli d’oro scarmigliati le incorniciano il viso, gli occhi blu le brillano come genziane e il roseo fulgore della giovinezza le accende le guance. Porta uno di quelle vestaglie che indossano soltanto le attrici nei film.
Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, popolato da donne bellissime, aitanti eroi e fascinose canaglie, e dove non ci sono genitori prepotenti e orridi pargoli a vessarla.
Miss LaFosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli occhi.
In preda all’ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l’assunzione cominci, ma anche stranamente elettrizzata. Gente di quel livello! Con quella vita… Quella sì che è un’esistenza vera, fatta di dramma e azione. 


Delizioso! Sono arrivata all'ultima pagina con il sorriso che mi andava da un'orecchio all'altro!
Come si può non amare questo romanzo, di poche pretese, scritto nel lontano 1938, frizzante e ricco di ironia?! Tenetene conto, se deciderete di leggerlo che, proprio per l'anno di uscita, questo libro porta con se i principi di quei tempi, l'onore dei gentiluomini, la pudicizia e la virtù delle signore, il moralismo e le disillusioni dell'epoca...ma lasciatevi affascinare da tutto ciò e fatevi rapire dalle sue pagine.
Da un equivoco, la vita di Miss Pettigrew sarà completamente stravolta; questo romanzo racconta la giornata di questa gentildonna di mezza età (allora le quarantenni erano considerate così) alla perenne ricerca di un lavoro, con lo sfratto sulle spalle e per di più anche bruttarella.
E il destino le verrà incontro, dandole l'opportunità di poter assaporare una vita diversa anche solo per un giorno...Come si suol dire, bisogna agguantare la fortuna quando bussa alla tua porta!
Gustoso, divertente e spumeggiante, dialoghi garbati e mai banali, tanti 'messaggi' tra le righe, è un libro che meriterebbe più attenzione da parte dei lettori. 

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