domenica 30 dicembre 2012

Per un sereno 2013!

Manca poco al 2013, e man mano che passano le ore mi fermo a pensare a cosa si può chiedere al nuovo anno che non si sia già chiesto a quelli precedenti.
Salute, serenità, gioia, benessere, amore...è quello che si chiede di solito e si augura a tutti coloro che ci sono vicino, ma quest'anno non ho intenzione di augurare tutte queste bellissime cose, ma inviare un messaggio telepatico a chi manovra il nostro futuro e sperare che il nuovo anno possa portare una coscienza a chi attualmente non c'è l'ha.
Che si possa capire che in diverse parti del mondo c'è ancora gente che muore di fame, che non ha la possibilità di curarsi, che non ha un tetto sulla testa, che vive con la speranza di veder sorgere il sole ancora un'altro giorno...

Auguriamoci che sia un anno dove finalmente si possa squarciare il velo della cecità dei cuori di chi sta più in alto di noi e ci rende giorno dopo giorno la vita sempre più difficile.
Auguriamoci che sia un anno dove la compassione possa nascere dove prima c'erano sterminati cuori aridi.
Auguriamoci che sia un anno dove un sorriso possa venire donato senza richiesta, dove la mano tesa aiuti chi non riesce a rialzarsi, dove la gentilezza non sia un optional, dove la rabbia e la violenza siano estirpate dall'animo umano.

Auguriamoci che possa essere finalmente un Buon Anno 2013 per tutta l'umanità. Tutta.

mercoledì 19 dicembre 2012

La casa delle sorelle di Charlotte Link

Una coppia di giovani avvocati tedeschi di successo decide di passare il Natale in Inghilterra, in una isolata casa di campagna. Il loro matrimonio è in crisi e Barbara spera che qualche giorno passato in solitudine con Ralph possa servire a risolvere la crisi. La sera stessa dell'arrivo una violenta tempesta di neve li blocca in casa. Barbara si imbatte casualmente nel diario di Frances Gray, la vecchia proprietaria della casa. La lettura del manoscritto affascina la giovane che scopre una donna straordinaria, in grado di sfidare le convenzioni. 


 Questo libro è un piccolo capolavoro di passioni espresse e inespresse, di lotte e di conquiste. Frances, la protagonista, ha un fascino ambivalente: i sentimenti che mi sono nati mentre leggevo questo libro erano di odio e amore allo stesso tempo. Frances è particolare, ci sono dei momenti in cui ho ammirato la sua forza ma in altri frangenti scaturiva da dentro di lei momenti di meschinità. La Link ha dato vita ad un personaggio 'vero' che esprime forza, dolore, cattiveria, superbia, ma anche amore, tenerezza, compassione. Non è facile riuscire a mescolare con sapienza questi aspetti ma l'autrice lo ha fatto con rara maestria.
Se sono così tutti gli altri suoi romanzi.....è una garanzia per una lettura superlativa.

venerdì 14 dicembre 2012

Passione Vintage di Isabel Wolf



Un cappello di paglia intrecciata è tutto ciò che a Phoebe rimane della sua amica Emma. Ed è da quell’accessorio a lei tanto caro che decide di ripartire. Perché secondo Phoebe ogni oggetto, e ogni capo porta con sé l’anima di chi l’ha creato e di chi l’ha indossato.
Quando Phoebe decide di lasciare il suo incarico nella prestigiosa casa d’aste Sotheby, tutti rimangono di stucco. Perché lasciare un impiego così ambito per aprire una boutique di abiti vintage? Presto un capo che proviene dal passato, e da una piccola cittadina oltreoceano, le aprirà gli occhi e cambierà per sempre la sua vita. Thérèse Bell, un’anziana signora francese, ha una straordinaria collezione di capi vintage. Ma fra gli abiti da sera e i tailleur d’alta moda, Phoebe trova un cappottino blu che non sembra essere mai stato usato, e dal quale Thérèse non vuole separarsi. Le due donne stringono un’amicizia profonda, e presto scoprono che nonostante le differenze d’età e di cultura, un destino comune le unisce. Entrambe, infatti, non riescono a riconciliarsi con il proprio passato. Le settimane scorrono e passo dopo passo, davanti a una tazza calda di tè, Phoebe scopre la storia del cappottino blu. E quando Thérèse le confessa che le mancano pochi giorni di vita, Phoebe decide di aiutarla ad affrontare i fantasmi che la richiamano dall’infanzia, perché soltanto così anche lei potrà dare una svolta alla sua vita, riuscendo forse a innamorarsi e a vivere di nuovo.
Una storia commovente, un inno all’amicizia e alle seconde possibilità che la vita riserva. 



 Non sono una fan delle firme ma il vintage è stupendo e in questo libro ci sono tutte le premesse perchè possa piacere anche a chi non lo ha mai considerato. In più vi è una delicata e struggente storia di amicizia che riporta a eventi drammatici come l'olocausto ma il tutto trattato in modo soft per nulla pesante. La location dove è narrata la storia e tutto il suo contorno di personaggi simpatici ha creato un romanzo piacevolissimo nel suo genere; ho trovato parecchio difficile staccarmi dalle sue pagine ma ne è valsa la pena. Non è un romanzo banale, affatto, ma affronta alcune tematiche come l'amizia e i rapporti interpersonali con il dovuto peso.

giovedì 13 dicembre 2012

Ladra di Sarah Waters

Londra 1862. Il destino di due orfane cresciute a poche miglia di distanza inambienti sociali molto diversi si incrocia in modo nel tutto casuale. A SueTrinder, orfanella figlia di un'assassina, cresciuta felicemente tra ladri epiccoli delinquenti del West End di Londra, viene offerta una chance:guadagnare duemila sterline in un colpo solo. Il suo compito sarebbe di farsiassumere come cameriera da Maud Lilly, una signorina ricca e ingenua. Conl'aiuto di Sue l'ideatore del complotto dovrebbe sedurre la vittima persposarla e impossessarsi del suo patrimonio. Naturalmente a nozze avvenute ilpiano proseguirebbe con l'eliminazione della giovane. Sue accetta la proposta. 


Sono rari i libri che mi fanno esclamare di sorpresa positiva a neanche 1/3 del racconto e questo è uno di quelli!!!
'Ladra' mi ha sorpreso, affascinato, avvinto; la storia di Maud e Sue è particolareggiata (a volte anche troppo, certi punti la Waters poteva anche tralasciarli per non invogliare il lettore a saltare qualche pagina) sia nel descrivere i protagonisti, fisicamente e psicologicamente, sia nel far immergere il lettore negli ambienti in cui si svolge la storia. E' bravissima, perchè da una connotazione vivida e reale all'ambiente in cui si muovono i personaggi. E' racconta in modo crudo il periodo in cui Sue si ritrova nel manicomio: mi hanno sconvolto i metodi che i dottori avevano nel trattare le persone affette da turbe mentali! Non fatevi attrarre però dalle recensioni sul libro: tendono a voler far pensare al lettore che ci siano diverse scene di erotismo saffico; è vero, ma si tratta di un solo episodio scritto dalla Waters in maniera delicata, dove l'autrice punta più sull'alternarsi delle emozioni che sull'atto in se stesso. Descritto in maniera superba a mio avviso.
Ve lo consiglio vivamente! 

mercoledì 5 dicembre 2012

Naufragio di D. W. Buffa

Un naufragio......dei sopravvissuti....come si fa a sopravvivere fino a che non arrivino i soccorsi? Di storie come questa una è diventata molto famosa...vi ricordate quella del gruppo che si era schiantato con un aereo nelle Ande?
Il nodo centrale del romanzo è lo stesso, ma qui è ambientato in mare.

Non sono riuscita a scrivere nell'immediato qualcosa su questo libro perchè troppo presa dalle emozioni che mi ha suscitato.
Emozioni forti,fortissime, e certamente il tema centrale del romanzo non può non regalare sentimenti da cardiopalma.
Sinceramente non ero preparata a tutto ciò che ho letto e spesso mi è sembrato di ricevere tanti pugni nello stomaco.
Spesso ho dovuto chiudere il libro per prendere fiato.
Spesso l'emozione mi ha 'annodato' la gola e fatto ricacciare le lacrime a forza.
L'azione si svolge in un aula di tribunale, si giudica un uomo, ma si giudica principalmente dove si può spingere un essere umano per la salvezza della sua vita.
Non ci sono particolari scabrosi o truculenti tra le sue pagine, basta come gli avvocati della difesa e della accusa ricordino regolarmente ciò che è successo, sorvolando sui dettagli, per far nascere al lettore riflessioni morali dolorose e sentimenti angoscianti.
E' un libro tragico, profondo e morale, che pone il lettore davanti a tante domande; non vi meravigliate se a volte vi sembrerà di far parte della giuria, tanto riuscirà a coinvolgervi!

Aglio e zaffiri di Ruth Reichl

Un bel giorno a Ruth propongono di diventare critico gastronomico del "NewYork Times". La sua missione sarà visitare e giudicare i ristoranti della Grande Mela. Peccato che la foto di Ruth circoli già in tutti i migliori locali. Allora che fare? Escogita una soluzione semplice ma efficace: mettersi nei nostri panni, travestirsi da cliente "qualunque". Un giorno bionda fatale, un altro intellettuale "alternativa" o donna in carriera... Dopo il successo di "La parte più tenera" e "Confortatemi con le mele", tornano le memorie golose e divertenti di Ruth Reichl, attualmente direttore del "GourmetMagazine".
Ho dovuto accantonarlo per un pò altrimenti me lo sarei letteralmente 'divorato' questo libro!
Sono rimasta deliziata dalle recensioni della Reichl; il suo modo di descrivere il cibo rasenta la poesia!!!
Pare di 'sentire' il profumo, la consistenza (al palato) e il profumo del cibo mentre descrive i piatti che assaggia di volta in volta.
Questo libro inizia divertendo; il suo modo di raccontare le sue disavventure è esilarante. E prosegue affascinando: con il resoconto di portate infinite gustate nei ristoranti più raffinati e costosi di New York, la Reichl mi ha trasportato in un mondo fantastico costituito di profumi, colori, sapori, consistenze morbide e croccanti, accostamenti azzardati e gustosi e ricchezze di dettagli da capogiro.
Decisamente gustoso!

martedì 4 dicembre 2012

Il vangelo di Maria Maddalena di Kathleen McGowan

Quando Maureen Paschal, giovane giornalista nota per le sue ricerche sulla figura di Maria Maddalena, riceve una lettera da Bérenger Sinclair, un nobile scozzese che la invita nel suo castello in Francia il giorno del solstizio d'estate per rivelarle un segreto che la riguarda, non sa che si sta lanciando in un'avventura densa di misteri e di morte. Guardando una fotografia di Maureen, Sinclair ha riconosciuto l'anello che la donna ha al dito, donatole da un antiquario di Gerusalemme. Secondo la leggenda, solo l'eletta può portarlo, colei a cui è dato di scoprire i papiri segreti che Maria Maddalena ha portato con sé fuggendo dalla Galilea, e che sono nascosti in Linguadoca. Sono testi rivoluzionari, che molti hanno cercato invano di recuperare nel corso dei secoli e che raccontano del legame tra la Maddalena e Gesù, e dei figli nati dal loro matrimonio. Ma Sinclair non è l'unico a interessarsi ai preziosi papiri. Anche una setta segreta, la temibile Corporazione dei Giusti, è disposta a tutto, persino all'omicidio, pur di impadronirsene.

Sono stata indotta all'acquisto di questo libro per le meravigliose recensioni verbali fatte da alcune persone che conosco e che ne sono rimaste entusiaste.
Ammetto di essere attirata da questo argomento e di aver già letto in passato dei libri dove gli autori intraprendevano un percorso di analisi sulla vita vera di Gesù e analogamente di Maria Maddalena. Ricordo benissimo 'Il Santo Graal' di Baigent, Leight e Lincoln, di cui ho un ricordo vivido e bellissimo perchè non era un romanzo ma un testo ben documentato.

Quando ho preso in mano il romanzo della McGowan mi aspettavo tanto...forse troppo.
E la delusione è stata veramente forte.
So che le recensioni che si trovano in rete sono entusiastiche per la maggior parte, ma non mi sento di accodarmi a queste.
Teniamo da parte un'attimo l'argomento centrale di cui parla e di cui si può essere convinti o meno, io ora mi riferisco alla descrizione narrativa.
All'inizio ti prende, inutile negarlo: le visioni della protagonista, Maureen, stuzzicano la curiosità del lettore e lo fissano sulle pagine.
Il peggio arriva quando Maureen parte per andare in Francia; da quel momento in poi mi sembra di essere catapultata in un romanzo Harmony, di quelli che pubblicavano negli lontani anni '80.
Se a qualcuno piacciono le favole (o non conosce gli Harmony) parliamo allora di favole come quella di Cenerentola....la scena descritta dalla McGowan dove la protagonista appare nella sala del castello dove l'attendono gli invitati in costume, e lei appare come 'una visione' nell'abito che solo la discendente di Maria Maddalena poteva indossare, ha del ridicolo assoluto. Lì mi sono cascate tutte le fantasie!
Una descrizione che una ragazzina adolescente potrà visualizzare e ricamarci sopra la sera prima di addormentarsi.

Si continua con personaggi ai limiti della realtà; un 'castellano' affascinante e magnetico quanto misterioso, un maggiordomo enigmatico, un prete che non sembra un prete, due fustacchioni cattivi tombeur de famme (ma quanti harmony ha letto questa donna quando l'ha ideato questo romanzo?) girano a ruota in queste pagine non riuscendo a dare una caratterizzazione al loro ruolo in qualcosa di concreto e coinvolgente.
I cattivi, spariscono per incanto alla fine del romanzo.
Uno dei due fustacchioni per averle dato una botta in testa a Maureen finisce al fresco per il resto dei suoi giorni....ammazza che severità! Sparisce anche lui dalla scena così...puff!....quasi dasse fastidio il suo personaggio che rimane comunque ai limiti della storia tanto è ininfluente.
La bella fanciulla alla fine della sua rocambolesca avventura bacia il principe azzurro....pardon, il bel castellano.
Basta, non ci fa più sognare la McGowan...ah ma aspettate!
Pare che faccia il seguito di questo libro!
Forse ci farà sapere allora come va a finire tra i due novelli innamorati!!!

Si salva solo la parte dedicata alla scoperta del Vangelo.
Il romanzo, per chi vuole approfondire il discorso su Maria Maddalena si svela alla fine praticamente. Quando si ritrova finalmente il vangelo e questo viene tradotto, veniamo a scoprire come sono andate veramente i fatti narrati nei Vangeli visti con l'occhio della discepola. Questa è la parte fondamentale del libro e quella che fa riflettere e pensare. Ed è anche scritta decentemente.

L'autrice ci inebria poi con la sua spiegazione di come è riuscita ad arrivare a tutte queste informazioni, insinuando di come lei sia una possibile discendente...e quello è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Non solo ci ha rifilato un polpettone (di cui, ripeto, solo la parte finale si salva) ma argomenta il suo interesse per il filone 'Maria Maddalena' per aver scoperto la sua possibile parentela.
Mi domando che genio sia se per aver scritto su Maria Maddalena delle nozioni che, in parte, erano già state dette proprio sul libro del Santo Graal...e ci ha messo pure vent'anni per farlo!!!!!!!!