martedì 4 dicembre 2012

Il vangelo di Maria Maddalena di Kathleen McGowan

Quando Maureen Paschal, giovane giornalista nota per le sue ricerche sulla figura di Maria Maddalena, riceve una lettera da Bérenger Sinclair, un nobile scozzese che la invita nel suo castello in Francia il giorno del solstizio d'estate per rivelarle un segreto che la riguarda, non sa che si sta lanciando in un'avventura densa di misteri e di morte. Guardando una fotografia di Maureen, Sinclair ha riconosciuto l'anello che la donna ha al dito, donatole da un antiquario di Gerusalemme. Secondo la leggenda, solo l'eletta può portarlo, colei a cui è dato di scoprire i papiri segreti che Maria Maddalena ha portato con sé fuggendo dalla Galilea, e che sono nascosti in Linguadoca. Sono testi rivoluzionari, che molti hanno cercato invano di recuperare nel corso dei secoli e che raccontano del legame tra la Maddalena e Gesù, e dei figli nati dal loro matrimonio. Ma Sinclair non è l'unico a interessarsi ai preziosi papiri. Anche una setta segreta, la temibile Corporazione dei Giusti, è disposta a tutto, persino all'omicidio, pur di impadronirsene.

Sono stata indotta all'acquisto di questo libro per le meravigliose recensioni verbali fatte da alcune persone che conosco e che ne sono rimaste entusiaste.
Ammetto di essere attirata da questo argomento e di aver già letto in passato dei libri dove gli autori intraprendevano un percorso di analisi sulla vita vera di Gesù e analogamente di Maria Maddalena. Ricordo benissimo 'Il Santo Graal' di Baigent, Leight e Lincoln, di cui ho un ricordo vivido e bellissimo perchè non era un romanzo ma un testo ben documentato.

Quando ho preso in mano il romanzo della McGowan mi aspettavo tanto...forse troppo.
E la delusione è stata veramente forte.
So che le recensioni che si trovano in rete sono entusiastiche per la maggior parte, ma non mi sento di accodarmi a queste.
Teniamo da parte un'attimo l'argomento centrale di cui parla e di cui si può essere convinti o meno, io ora mi riferisco alla descrizione narrativa.
All'inizio ti prende, inutile negarlo: le visioni della protagonista, Maureen, stuzzicano la curiosità del lettore e lo fissano sulle pagine.
Il peggio arriva quando Maureen parte per andare in Francia; da quel momento in poi mi sembra di essere catapultata in un romanzo Harmony, di quelli che pubblicavano negli lontani anni '80.
Se a qualcuno piacciono le favole (o non conosce gli Harmony) parliamo allora di favole come quella di Cenerentola....la scena descritta dalla McGowan dove la protagonista appare nella sala del castello dove l'attendono gli invitati in costume, e lei appare come 'una visione' nell'abito che solo la discendente di Maria Maddalena poteva indossare, ha del ridicolo assoluto. Lì mi sono cascate tutte le fantasie!
Una descrizione che una ragazzina adolescente potrà visualizzare e ricamarci sopra la sera prima di addormentarsi.

Si continua con personaggi ai limiti della realtà; un 'castellano' affascinante e magnetico quanto misterioso, un maggiordomo enigmatico, un prete che non sembra un prete, due fustacchioni cattivi tombeur de famme (ma quanti harmony ha letto questa donna quando l'ha ideato questo romanzo?) girano a ruota in queste pagine non riuscendo a dare una caratterizzazione al loro ruolo in qualcosa di concreto e coinvolgente.
I cattivi, spariscono per incanto alla fine del romanzo.
Uno dei due fustacchioni per averle dato una botta in testa a Maureen finisce al fresco per il resto dei suoi giorni....ammazza che severità! Sparisce anche lui dalla scena così...puff!....quasi dasse fastidio il suo personaggio che rimane comunque ai limiti della storia tanto è ininfluente.
La bella fanciulla alla fine della sua rocambolesca avventura bacia il principe azzurro....pardon, il bel castellano.
Basta, non ci fa più sognare la McGowan...ah ma aspettate!
Pare che faccia il seguito di questo libro!
Forse ci farà sapere allora come va a finire tra i due novelli innamorati!!!

Si salva solo la parte dedicata alla scoperta del Vangelo.
Il romanzo, per chi vuole approfondire il discorso su Maria Maddalena si svela alla fine praticamente. Quando si ritrova finalmente il vangelo e questo viene tradotto, veniamo a scoprire come sono andate veramente i fatti narrati nei Vangeli visti con l'occhio della discepola. Questa è la parte fondamentale del libro e quella che fa riflettere e pensare. Ed è anche scritta decentemente.

L'autrice ci inebria poi con la sua spiegazione di come è riuscita ad arrivare a tutte queste informazioni, insinuando di come lei sia una possibile discendente...e quello è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Non solo ci ha rifilato un polpettone (di cui, ripeto, solo la parte finale si salva) ma argomenta il suo interesse per il filone 'Maria Maddalena' per aver scoperto la sua possibile parentela.
Mi domando che genio sia se per aver scritto su Maria Maddalena delle nozioni che, in parte, erano già state dette proprio sul libro del Santo Graal...e ci ha messo pure vent'anni per farlo!!!!!!!!

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