domenica 24 novembre 2013

Un mondo innocente di Ami Sakurai

Ami non crede in niente, non spera in niente: a diciassette anni si prostituisce adescando i clienti su Internet. Il sesso con gli sconosciuti, per lei, non è un tabù, anzi è sempre stata una sua vivida fantasia. L'eccesso e la perversione sono le uniche armi che Ami ha per stare al mondo. La sua verginità, però, l'ha donata al fratello, Takuya. Tra i due, sebbene lui soffra dalla nascita di un ritardo cognitivo, esiste una passione segreta, un legame profondo e puro, vissuto come il ricongiungimento di due parti in un unico essere. Un legame morboso eppure ben più luminoso della perversa realtà di camere d'albergo e amanti senza nome a cui Ami non può e non vuole sottrarsi. "Un mondo innocente" è il primo libro di Ami Sakurai pubblicato in Italia: principessa giapponese del disincanto, irrompe sulla scena con un racconto tagliente come la lama di un rasoio, in cui mette a nudo con feroce sincerità, insieme al corpo della protagonista, anche il suo cuore. 


Questo libro ha un unico scopo: è un ottimo combustibile per caminetti!

A parte dare un senso di nausea e di schifo nel momento in cui si giunge all'atto d'incesto tra Ami e il fratello, il libro è pervaso da un'autentica apatia, è vuoto, privo di sentimenti (forse voluti?) di introspezione dei personaggi, ma adeguatamente farcito di descrizioni di atti sessuali secondo me, voluti per dare una spinta ad un racconto che di consistente non ha veramente nulla. E' sconclusionato, in alcuni punti non si riesce a capire cosa stia scrivendo, la coesione tra i vari capitoli è pressochè nulla.
Ma essendo il momento della narrativa soft-erotica  probabilmente l'autrice ha voluto uniformarsi a questa corrente.
 
La Sakurai ha voluto raccontare un pezzo del Giappone, freddo e disincantato, senza principi ne sentimenti, in corsa contro il tempo e le emozioni, dedito a perversioni sessuali per riempire momenti di vuoto...ma per realizzare una cosa del genere poteva veramente farne a meno! Non ha solo fatto un bel flop nella storia ma non è riuscita neanche a descrivere il territorio, che fa da contorno al suo romanzo, in modo efficace.

Ami è un personaggio (come gli altri che ruotano nella storia) assurdo, privo di moralità, e non si capisce a cosa possa essere dovuto questo suo vuoto interiore, che, nelle pagine del racconto viene quasi attribuito al legame che la unisce ai genitori. Presunto legame, perchè, come scoprirà poi casualmente, la madre l'ha concepita con un donatore sconosciuto, avendo paura di mettere al mondo un'altro figlio portatore di handicap.

A questo punto, la follia di Ami, perchè non si può parlare che di follia, la porterà a cercare il padre biologico e a fare sesso anche con lui!!! 
Che dire?!
E' un libro di cui si deve (non si può) fare assolutamente a meno.



 

martedì 12 novembre 2013

Le bugie nel carrello di Dario Bressanini

Cos'è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero? Dopo il successo di "Pane e bugie" (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a capire cosa raccontano, e cosa nascondono, le etichette dei prodotti che acquistiamo. Scopriremo, tra l'altro, che l'equazione "naturale = buono" è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l'etichetta descrive come a "chimica zero" i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l'apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino. 


Con uno stile preciso e pulito, Bressanini spiega come la grande industria prenda in giro i consumatori con prodotti che di speciale non hanno assolutamente nulla; dalle patate al selenio agli yogurt arricchiti di vitamine, ai vini di costo differente ma che non hanno affatto diversi contenuti atti a far lievitare il prezzo al pane fatto con cereali 'antichi'.
E quando si parla di 'naturale'? Quanto è bella questa parola, quanto suona bene nelle orecchie di noi consumatori, quanto ci piace...
Eppure è una fregatura perchè in nome del 'naturale' ad oltranza (o magari anche della parola 'bio' che piace tanto ad una gran massa di consumatori) riusciamo a farci infinocchiare ed a sistemare nel carrello prodotti che di resa e di qualità hanno ben poco. Il libro di Bressanini è un'ottima lettura per scoprire ciò che effettivamente andiamo ad acquistare!
E per stare alla larga dai trucchi per farci spendere di più!

sabato 2 novembre 2013

Aspettando il Natale...


Come avviene già da un paio d'anni, a fine Ottobre iniziano ad apparire nei cartelloni pubblicitari cittadini, le prime pubblicità natalizie. Un assaggio del Natale che verrà...piacevole per alcuni, invasivo magari per altri.
Un pò di tempo fa, si vedevano pubblicità e prime decorazioni intorno alla metà di Novembre, ma poi piano piano, si è arrivati, come oggi, a scoprire i primi segnali natalizi dei panettoni ancora prima che arrivi Halloween!
Per me il Natale è la festa più bella, quella che mi infonde più calore ed emozioni; ho sempre adorato preparare le decorazioni, addobbare a festa l'intera casa in modo che entrando in ogni stanza si potesse sentire 'il profumo' di questa festa che raccoglie le famiglie e le riunisce (anche se per poco tempo purtroppo...).
Mi piace camminare per le strade e vedere le finestre e i balconi scintillare sotto le luci multicolori; è splendido vedere la città tutta addobbata! Per un mesetto e mezzo all'anno le nostre città si rivestono di luce si rianimano, i negozi rimangono aperti e anche se questo è a scopo puramente commerciale, la città diventa un cuore pulsante di vita.
E' piacevole vedere che questo momento sia tanto desiderato e ogni anno arrivi sempre un pò di giorni prima dell'anno precedente; forse questa festa riporta un pò di serenità e di felicità, come invece non avviene negli altri giorni dell'anno, e molte persone questo momento lo vogliono godere il più a lungo possibile.
Un mio sogno è quello di passare le festività natalizie in una di quelle casette, tipo baite o cottage, immerse in una campagna silenziosa e meditativa, insieme alle persone a me care,  circondata da mille luci brillanti, il calore di un caminetto e i  profumi del bosco, nonchè quelli di una cucina che sforna i piatti tradizionali di questo periodo dell'anno.
In attesa di realizzare questo 'sogno nel cassetto', attendo questo Natale 2013...




venerdì 1 novembre 2013

Il mondo di Belle di Kathleen Grissom

 Un'enorme dimora avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d'aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l'ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione. Un modo come un altro per passare all'incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare. Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un'attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni. Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell'abisso che separa la casa padronale dall'universo delle cucine...



Un capolavoro! Un libro perfetto sotto tutti i punti di vista. Un romanzo dove le donne, sia bianche che nere, sono le vere protagoniste. E' vero che il titolo è 'dedicato' a Belle, che dovrebbe essere il punto focale del libro, ma in effetti le voci narranti sono due, lei e Lavinia, la ragazzina portata a casa dal padrone delle piantagioni e affidata a Belle, e alla sua famiglia, affinchè la possano accudire e farla diventare una domestica, benchè Lavinia abbia la pelle bianca.
La storia è ambientata verso la fine del Settecento, inizi Ottocento, durante il periodo schiavista americano; i personaggi sono tutti bellissimi, ricchi di carattere; a partire da Lavinia e da mamma Mae e papà George, alle due bambine Fanny e Beattie, a Belle, a Ben, e a tutti i comprimari che appaiono nelle pagine e che catturano immediatamente il lettore per avvolgerlo in questa storia piena di colpi di scena, di sentimenti e di saggezza.
Non saprei dire quale dei protagonisti mi ha appassionato di più, nel leggerlo passavo avidamente di pagina in pagina, assaporando riga per riga, emozionandomi ad ogni colpo di scena...
Questi sono quei libri che ti lasciano, alla fine, una soddisfazione interiore sensazionale, sia che l'epilogo sia positivo o negativo; può darsi che qualcuno pensi che non siano dei must letterari, ma non credo che sia questo che  possa far da freno al nostro giudizio una volta chiuso il libro.
Quando un racconto coniuga bellezza nella parte narrativa, correttezza lessicale, 'sceneggiatura' del romanzo curatissima e ben delineata, personaggi ottimamente caratterizzati  è ben difficile non esserne così entusiasti.
La Grissom ha dato vita ad un gioiello, scritto in modo perfetto, che non ha mai dato segni di 'cedimento' narrativo e se ci fossero delle 'stelline' con cui esprimere un'opinione, ce ne vorrebbero parecchie!