martedì 16 dicembre 2014

La magia del Natale...da condividere con una compilation musicale

Non si può fare a meno di Bublè durante il periodo natalizio ^_^ Lo so, sarò old machissenefrega a me piace da morire la sua voce morbida, grintosa e carica di sex appeal e il Natale me lo fa godere di più quanto sento la sua compilation dedicata ai brani classici che ci hanno da sempre accompagnati duranti il clima delle festività.
Ho voluto mettere questo brano perchè regala un'energia pazzesca ma non sono da meno tutti gli altri che si trovano nel suo album e che trovate su youtube.
Barricata in cucina, mi sparo nelle casse la voce di Michael ma non solo...in rete, specialmente sul 'tubo' si trovano una vagonata di compilation dedicata al Natale, e mentre cucino o mi dedico a qualche lavoretto di bricolage mi ascolto questi brani che mi regalano tantissime sensazioni.

E quando, in occasione di qualche uscita fuori città mi incanto a guardare le luminarie, gli alberi, i vetri delle finestre tutti decorati e illuminati dalle variopinte lucine blu, gialle, rosse e verdi che rallegrano questi giorni di festa...mi sembra di essere regredita a bambina quando vede qualcosa di così bello e importante da non riuscirne a staccare gli occhi...













In casa mia a fine novembre si parte alla caccia degli scatoloni che stanno in cantina, pieni di palline, ghirlande, fili dorati e argentati, deco varie, presepe e albero e per almeno due giorni io e mio marito siamo impegnati ad appendere e decorare le varie stanze della casa; immancabilmente qualche fila di lampadine va in tilt, come ogni anno che si rispetti, prontamente sostituita perchè guai a rimanere senza luci! Cosa sarebbe il Natale senza gli addobbi?!!! Tremendamente misero....
La casa così è un piacere da vedere, i bambini sono felici e spesso spengo tutte le luci per assaporare quelle delle decorazioni supportate magari da qualche candela che regala ancora più atmosfera.

E cosa c'è di ancora più bello che gustarsi le feste se non con qualche libro natalizio? Ebbene si...vado a rispolverare il 'Canto di Natale' di Dickens e anche 'Fuga dal Natale' di Grisham...e sono in ottima compagnia.
:))))))

Buon proseguimento di serata.
Elly

domenica 7 dicembre 2014

Quando si ama non scende mai la notte di Guillaume Musso

 Non bisogna anticipare il finale di questo libro! Così si raccomanda l'autore nelle prime pagine di questo romanzo.

No...non lo voglio certo svelare ma alcuni dettagli mi sembra doveroso farli, perchè chi mi legge deve capire il mio punto di vista altrimenti...la recensione a che serve?! :)))
La trama di questo libro, decisamente intrigante è questa:

      Mark e Nicole Hathaway sono giovani, affermati, felici. Vivono in una splendida casa di Brooklyn e hanno una figlia adorabile, Layla. Ma un orribile giorno, Layla scompare misteriosamente da un centro commerciale di Los Angeles. In pochi minuti si consuma una tragedia assurda, incomprensibile, che lascia Mark e Nicole in preda alla disperazione più profonda. Una disperazione che logora e annichilisce, e spinge Mark, dopo mesi di angoscianti ricerche, ad abbandonare casa, lavoro e Nicole per perdersi a sua volta nei bassifondi della città. Ma cinque anni dopo, Nicole riesce a rintracciarlo: deve dargli una notizia sconvolgente, Layla è stata ritrovata nello stesso luogo da cui era scomparsa senza lasciare tracce.     

I continui flashback danno modo di conoscere i vari personaggi a fondo e la bravura di Musso è quella di non tenere alta l'adrenalina al lettore; mi sono spesso ritrovata in momenti quotidiani avvinghiata al libro pur di sapere come proseguiva la vicenda.  Bello, avvincente, una scrittura lucida ed esplicativa.....peccato il finale. No, quello non mi è piaciuto, l'ho trovato oltrechè deludente, un pò sopra le righe, sicuramente non adatto ad una storia come questa. E' un miscelarsi di dolore e di speranze i sentimenti che provano Mark, Nicole, Connor, Evie...ma questa evoluzione 'psicologica' (e d'altronde Mark e Connor sono stimati psicologi...poteva forse essere diverso?) non trovo che renda giustizia a questo romanzo.
In ogni caso rimane comunque un ottimo libro, ricco di introspezione e di dettagli ben curati. Mi ha talmente incuriosito lo stile di Musso che intendo cercare altre sue opere da comparare a questa.

Buona lettura
Elly :)



venerdì 5 dicembre 2014

I bambini etichettati: BES e DSA

Da un pò di tempo a questa parte è sopravvenuta una nuova forma che va a 'etichettare' (bruttissima parola ma è l'unica che in questo momento rende l'idea) quei bambini che hanno delle difficoltà cognitive e di apprendimento.
                                                                                                                                                          
Mai sentito parlare di Dislessia o di BES, DSA? Per me, da circa due mesi a questa parte ho iniziato a sentire sempre più spesso questi termini; la mia storia inizia già durante il periodo della scuola d'infanzia quando le insegnanti mi fanno notare quanto sia supervivace mio figlio e quanto sia poco attento e collaborativo durante i lavori di gruppo e individuali.
Arriviamo alla primaria pieni di buona speranza; sia io che mio marito speriamo che si calmi (un pò come era successo a mia figlia, la primogenita che, superattiva, alle elementari si era di colpo 'rilassata'). La prima va un pò così, ma d'altronde, come mi dicono gli insegnanti, i bambini devo adattarsi al cambiamento, ci vorrà tempo...Con la seconda ahimé, non cambia nulla, ma diamogli tempo, si integrerà più tardi degli altri ma ce la farà.
In terza arriva lo studio, e qui ecco le note dolenti; alti e bassi (più bassi che alti veramente) e l'invito a farlo vedere da uno specialista. Ok.
Iniziamo la lunga, lunghissima procedura per fargli avere una visita dal neuropsicologo che arriva dopo circa un anno! Si, un anno...qui in Piemonte, non so se da altre parti è anche così, queste visite hanno un percorso lentissimo. Dopo la visita si richiede l'intervento della logopedista che arriva dopo nove mesi...Si partoriscono finalmente le sedute ^_^.
Dopo circa dieci incontri la logopedista ovviamente deve relazionare mio figlio e constatando che è 'disgrafico, discalculico e disortografico' ne richiede l'incarico di cura.
Passano quattro mesi, e mentre aspetto che la logopedista mi chiami, si affaccia nuovamente la  neuropsicologa che deve relazionare il bimbo sotto il lato psicologico.
Ed eccoci qui ad affrontare questi termini che inizialmente mi hanno intimorito: mio figlio sicuramente è un BES, forse un DSA, ma escludiamo, per fortuna, la Dislessia.

Chiariamo: BES sta per Bisogni Educativi Speciali e DSA per Disturbi Specifici dell'Apprendimento.

In sintesi, in questa immagine si condensano i disturbi di chi è affetto da DSA. 
Mio figlio  è un BES ed ha bisogno di strumenti compensativi particolari per riuscire ad aiutarlo nello studio. 
E io che pensavo fosse solo distratto, un pò immaturo per la sua età...e sicuramente questo ci sta, in fin di conti gioca parecchio ma che fosse etichettato no, non me lo sarei mai aspettato.
Ci sono momenti in cui lo sconforto è tanto, perchè mi sono sempre scervellata per riuscire a trovare un metodo di studio che gli dasse l'aiuto di cui ha bisogno, ma alla fine i suoi risultati erano sempre deludenti. La domanda che arriva sempre è 'dove ho sbagliato?', cosa non sto facendo per lui ?
La prima cosa che mi sono sentita dire è <Signora, lei non deve aiutare suo figlio altrimenti entrerete in conflitto e non ne uscirete più>. E già...e che faccio allora?
Lo lascio entrare a scuola con la sicurezza di arrivare alla verifica di italiano o matematica impreparato perchè non è riuscito a memorizzare da solo la materia, beccandosi un insufficiente?

I dubbi, le domande sono sempre tante; confrontandomi con gli insegnanti di mio figlio ho scoperto che tutti, in un certo qual modo, chi più chi meno, ha bisogno di un PDP (ovvero Piano Didattico Personalizzato) perchè ogni alunno ha un suo modo di apprendere, ha le sue lacune e quindi bisognerebbe costruire per ogni studente un suo piano di apprendimento personalizzato. Ma si può? No...la scuola taglia...anzi, il governo taglia. Ma senza scadere nella retorica si cerca di convogliare le forze verso gli studenti che ne hanno più necessità, che approdano a questa etichetta dopo un percorso psicologico e logopedico.

Ho sentito anche voci che gridano di fermarsi verso questi indirizzamenti psicologici che hanno sempre come esito problemi più o meno gravi della personalità. Chi non li ha? Siamo sicuri che non danneggino più che aiutare? 
Ma questo è un altro discorso da affrontare a parte...

Come è risaputo da chi è nel campo, i BES vanno 'certificati' da un'autorità sanitaria esterna alla scuola e solo dopo le certificazioni gli insegnanti si devono muovere per personalizzare il piano didattico. Sforzo non indifferente visto che non c'è nessun tipo di aiuto in fatto di strumenti concreti. A loro volontà e discrezione, come affermato dall'insegnante di mio figlio, devono autonomamente attivarsi per fornire il materiale agli alunni.

Al di là di varie considerazioni oggettive e soggettive, e qui mi fermo perchè il discorso diventerebbe lunghissimo, rimbocchiamoci le maniche e armiamoci di Xanax, Lexotan, En e quant'altro ci possa aiutare a distendere i nervi (permettetemi una battuta ironica) perchè aiutare un bambino BES e DSA è tutt'altro che facile.
Sono tre anni che mi sono scordata di cosa siano i sabati e le domeniche; il weekend per me significa, in fatto di relax, potermi alzare mezz'ora/un'ora più tardi del solito. Stop!
Sabati e domeniche sono dedicati ai compiti: il sabato allo scritto, la domenica all'orale.
Per me è un piacere mettermi a tavola con mio figlio e ripassare insieme a lui le materie; sono una persona cerebrale, mi piace studiare, leggere, ma purtroppo questa passione non sono riuscita a tramandarla al mio figlioletto ^_^  Fare i compiti con lui si traduce in un massimo impiego di forze fisiche e psicologiche: le strategie che mette in atto per divagare vanno dalla:
- caduta sistematica di penne, gomme (che rimbalzando riescono a finire in vari punti della stanza e parte quindi la caccia al gommino), temperini e tappi;
- mi scappa la pipì!..........in una mattinata è capace di fiondarsi in bagno almeno cinque/sei volte e notare che non beve una goccia d'acqua!;
- interruzioni verbali con frasi che non hanno nulla a che vedere con la materia spiegata, quali "cosa mangiamo a pranzo?", "quando arriva papà?", " dopo posso giocare con la Nintendo?" e via dicendo....;
- improvvise cadute dalla sedia, perchè mio figlio (so che da grande andrà a lavorare in un circo considerata la sua abilità nel contorsionismo!) è capace di avvitamenti incredibili ma non ha ancora ben compreso le regole della forza di gravità!!!

Ecco che, frustrazione, sconforto, stanchezza mentale e fisica, si affaccia inesorabile.

Con il PDP attivato da un paio di settimane nella classe di mio figlio si sono già visti i primi risultati.
Peccato che non sia stato fatto prima.
Ora vado a farmi una full immersion nel metodo  Feuerstein, un  metodo che prende il nome dal  psicopedagogista di origini rumene Reuven Feuerstein. La cooperativa a cui ci appoggeremo per aiutare mio figlio adotta il suo sistema e io mi sono fornita di alcuni libri che mi aiuteranno a comprendere le basi di quest'ottimo sistema che non si indirizza solo ad un pubblico infantile/adolescenziale, ma può trovare applicazione anche con il pubblico adulto.

Elly

domenica 30 novembre 2014

La condizione di Jennifer Haigh

 'La condizione' di Jennifer Haigh è uno di quei libri che ti lascia qualcosa dentro; un 'qualcosa' di impalpabile che continua a ronzarti per la testa e non ti abbandona, perchè i suoi personaggi ti seguono, si alternano nella memoria e ti fanno pensare, ti fanno riflettere.
La trama a prima vista può sembrare banale; 
durante una vacanza estiva nella lussuosa, vecchia casa di famiglia a Cape Cod, Frank McKotch, un biologo molecolare, si accorge con angoscia che la figlia Gwen, a tredici anni, ha un aspetto stranamente infantile. Qualcosa non va, impossibile ignorarlo. La malattia che viene diagnosticata a Gwen - la sindrome di Turner, un difetto genetico che inibisce il passaggio alla pubertà - colpisce l'intera famiglia come un'esplosione: Frank, sensibile al fascino femminile, moltiplicherà le scappatelle extraconiugali costringendo la moglie Paulette a un divorzio burrascoso; Billy, il figlio maggiore, rispettoso e distante, diventerà cardiologo e condurrà a Manhattan una vita basata sul compromesso; il fratello minore, Scott, sarà vittima di un matrimonio sbagliato cominciato in allegria e finito in depressione; e Gwen, intelligente e emotivamente distaccata, si costruirà una vita solitaria. Sarà però sempre Gwen, innamorandosi, a costringere la famiglia ad altri ripensamenti e cambiamenti. 

Lo sviluppo del racconto non è lineare; si parte con il conoscere la famiglia di Gwen e, alla scoperta della sua malattia si fa un salto in avanti di vent'anni, per poi, personaggio per personaggio, ritornare indietro nel tempo.
Il tutto con una splendida fluidità narrativa, e sopratutto con coerenza.
Si, perchè non è facile riuscire ad incanalare la storia considerati i frequenti balzi temporali, ma la Haigh c'è riuscita perfettamente, scavando psicologicamente i suoi personaggi e dando loro una vivacità fuori del comune. Si affrontano tematiche delicate come l'omosessualità di Billy, la malattia di Gwen, i numerosi fallimenti personali di Scotty, il rapporto delicato e complesso tra Paulette e Frank.
Ho trovato meraviglioso il decantare la casa delle vacanze della famiglia, che troviamo all'inizio del libro e alla fine; una Paulette delusa dalla vita, e conscia di aver perso vent'anni in un esistenza alla ricerca della perfezione cerca di recuperare i ricordi del passato affittando la vecchia casa ai bordi dell'oceano, venduta durante il suo divorzio.
Il non saper affrontare la malattia della figlia, ha distrutto il suo rapporto prima con il marito, e poi con i suoi due figli maschi. Con Gwen è stato ancora più difficile, per via del carattere particolare della ragazza.
Il lungo periodo di separazione tra i familiari ha permesso però di riuscire a tutti di analizzare se stessi, ad arrivare alla comprensione di quello che è accaduto quando la famiglia ha smesso di essere tale, e a non dare colpe a chi non ne ha. Riuscire a vedere finalmente con occhi nuovi Frank e Paulette, ha dato a Scotty e a Billy la possibilità di riconciliarsi con se stessi.
Mi è piaciuta moltissimo Gwen che con il suo bagaglio di dolore alla fine ha saputo prendersi una rivincita sulla sua malattia.
E veramente un libro notevole, un plauso all'autrice che ha dato prova di gran sensibilità in questa sua opera.

mercoledì 19 novembre 2014

Novità librarie di Novembre....

Ieri mi è arrivata la nuova copia di 'Il libraio' con le sue succose novità e, sfogliandola, ho trovato subito diversi libri interessanti. Due sono per un pubblico adulto mentre il terzo si indirizza verso i ragazzi e, visto che l'autore è Vitali mi sembra una vera sorpresa che si sia messo a scrivere per la fascia adolescenziale: non voglio farmi scappare questo libro che intendo regalare a mio figlio ma sono sicura che prima lo leggerò io ^_^

Vediamo subito il primo libro che mi ha incuriosito...Si tratta di un saggio storico che punta lo sguardo sulla Sicilia nel periodo del 1943:

QUANDO LA SICILIA FECE GUERRA ALL'ITALIA di ALFIO CARUSO



Edito da Longanesi
Pag 315
€ 17.60











ESCE IL 20 NOVEMBRE 2014

Per quanto non dichiarata, la guerra che si combatté in Sicilia tra lo sbarco angloamericano nel 1943 e l'uccisione di Salvatore Giuliano nel 1950 fu ad altissima intensità. Cambiarono i pupi e gli scenari, ma il puparo rimase sempre il Partito unico siciliano (massoni, imprenditori, boss di Cosa Nostra, politici d'ogni colore, giudici). E suoi alla fine furono i guadagni. Sette anni di anarchia e terrore, con lo Stato ospite indesiderato. Cominciarono i grandi proprietari terrieri e i nobili per difendere anche i centimetri dei latifondi. Proseguirono gli agitatori fascisti per sabotare la leva obbligatoria. Poi avvennero le rivolte contro la politica dell'ammasso, la guerriglia per il pane, la ribellione di cento comuni, dove l'esercito per ristabilire l'ordine usò mitragliatrici, cannoni, blindati. In un misterioso agguato venne ucciso il personaggio più singolare, Antonio Canepa, professore universitario: nella sua breve vita preparò un attentato a Mussolini, guidò lo spionaggio britannico nell'isola, infiammò con un libello i cuori indipendentisti, si iscrisse clandestinamente al Pci. A intorbidare le acque provvidero la congiura per instaurare i Savoia a Palermo e l'arruolamento nell'Esercito dei volontari per l'indipendenza siciliana. Ne sarebbero discese le stragi di Portella della Ginestra e degli otto carabinieri di Feudo Nobile, sulle quali tuttora proseguono misteri e depistaggi... 



Questo libro di Luca Simonetti, altro saggio, affronta invece un tema quanto mai attuale: capire e ridimensionare il mito della decrescita, questa forza che spinge a ritornare alle vecchie tradizione come lavorare la terra, demonizzare il consumismo in favore dell'austerità più ligia o, come se fossimo un registratore, mettere un rewind slow invece che un fast. Secondo me qualcosa di buono c'è nel ritornare ad apprezzare vecchi valori, ma bisogna guardare tutto un contesto che spesso viene sottovalutato; il libro ci spiega il pro e i contro di questa tendenza.

CONTRO LA DECRESCITA di LUCA SIMONETTI


 Edito da Longanesi
Pag 259
€ 16.00










ESCE IL 20 NOVEMBRE 2014


Questo libro si propone un compito tanto necessario quanto controcorrente: smontare il mito della decrescita come visione alternativa della società rivelandone di volta in volta i numerosi luoghi comuni, le ingenuità o addirittura la malafede. Ha davvero senso il nuovo mito del ritorno alla terra e l'elogio dei contadini del passato? È giusto considerare l'austerità un valore contrapponendola al "demoniaco" consumismo? Siamo proprio sicuri che lo slow food sia più etico e altruistico del tanto stigmatizzato fast food? E uno Stato in cui qualcuno decidesse cosa è necessario consumare per vivere, e cosa non lo è, non diventerebbe uno Stato totalitario? Non c'è il rischio che si tratti dell'ennesima, prepotente riemersione di un'ideologia antica che ha già avuto in passato esiti politicamente nefasti? Da Carlo Petrini a Serge Latouche, da Simone Perotti a Vandana Shiva, Simonetti passa in rassegna idee e proclami di tutti quei teorici della "decrescita felice" che in nome di una visione del passato nostalgica e sentimentale, e animati da diffidenza e ostilità nei confronti della scienza, della tecnica e del progresso, finiscono col "vedere l'apocalisse con ghiotta impazienza". Con ironia e passione, e uno stile limpido e acuminato, l'autore di questo libro ci dimostra che nessuna decrescita potrà mai essere felice, ma solo estremamente pericolosa
 


Ed ora veniamo a Vitali... Come ho visto questo libro mi ha subito stuzzicato ed ho intenzione di regalarlo a mio figlio di dieci anni per Natale perchè mi  piacerebbe tanto che imparasse ad apprezzare autori come Andrea Vitali.


DI IMPOSSIBILE NON C'E NIENTE di ANDREA VITALI


 Edito da Salani
Pag 156
€ 12.90









 ESCE IL 20 NOVEMBRE 2014

 
 Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c'è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt'intorno. Per Gelso c'è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l'ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l'antico orgoglio? C'è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento? Una favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l'importanza della tradizione e dell'amore per la natura.

mercoledì 12 novembre 2014

La catena dell'infedeltà di Tess Stimson

Questo libro fa parte di quei libri 'sorpresa'; ovvero di quei libri di cui non verseresti neanche un centesimo e che poi una volta aperti ti lasciano a bocca aperta...dalla sorpresa...ma positiva!

Ovviamente, qui il titolo parla chiaro ed è attinente al suo contenuto, si parla di infedeltà nel senso più stretto del termine; un uomo, Will e una donna, Ella, entrambi sposati, hanno una relazione da otto anni...eh si, otto anni! Questo delicato equilibrio di coppia (un eufemismo ma si può definire così) va in tilt nel momento in cui lei diventa vedova. Un virus improvviso si porta via per sempre suo marito Jackson. Un uomo meraviglioso, come ha sempre ammesso Ella, un uomo che lei avrebbe dovuto amare come si meritava, e che invece ha tradito senza scrupoli...
Ecco che le basi di questa relazione extraconiugale incominciano a incrinarsi, perchè dubbi e incertezze si fanno strada nella mente di Ella.

Invece nella mente di William compare la paura..paura che ora la sua amante voglia qualcosa di più. Ma questo qualcosa in più non è che lo vuole anche lui? O gli è sufficiente quell'incontro mensile dove Ella diventa di sua esclusiva 'proprietà per un giorno o per tutta la notte?
Poi Will ritorna alla sua abituale routine matrimoniale dove bada ad una moglie che vegeta imbottita di tranquillanti, a una figlia nel pieno delle tempeste ormonali di adolescente e ad un'azienda che sta per colare a picco...e meno male che gli altri due figli sono al college altrimenti sarebbe affondato...ma grazie a dio ha Ella che lo sostiene moralmente e che gli regala del sesso di alto livello.

In questo contesto entrano gli altri personaggi del romanzo; Beth la moglie di Will, i figli di lui, Caty, la migliore amica di Beth, la madre di Beth e il fratello del marito di Ella, Cooper...

Ogni capitolo è dedicato al punto di vista dei personaggi ed è molto interessante vedere dal loro punto di vista, sia emotivo che pratico, come vivono i vari accadimenti della storia. La cosa più divertente è stato apprendere che molti sapevano della relazione adulterina di Ella e Will...anche se loro erano convinti del contrario.

E' un libro di spessore, in cui non c'è nulla di scontato perchè i fatti possono realmente accadere nella vita di ognuno di noi.
Ho trovato il personaggio più bello in quello di Beth; una donna con seri problemi mentali che 'rinasce' nel momento in cui scopre con certezza (prima di un determinato evento, aveva solo dei sospetti) che il marito ha un'altra donna. E che riscopre il valore di se stessa dopo un episodio sessuale lesbico con la sua migliore amica.

Ogni personaggio ha le sue sfaccettature, i suoi lati bui e qui c'è l'abilità dell'autrice nel descriverli con bravura e lucidità, togliendo noiose sbavature e banalità. La cruda realtà colpisce i due amanti, la famiglia di lui e alcuni personaggi di contorno e li rende talmente veri che mi sono ritrovata spesso a fare il tifo per l'uno o per l'altro o ad avere il groppone in gola per qualche situazione profondamente triste.
Non mi aspettavo il finale che ho trovato al fondo del libro, ma è stato quanto mai logico e rispettoso della meravigliosa passerella di figure che hanno riempito questo romanzo veramente bello.

mercoledì 5 novembre 2014

L'amante del doge di Carla Maria Russo

La scelta di leggere 'L'amante del doge' è scaturita dall'ambientazione e dal periodo storico ma non sempre queste scelte sono soddisfacenti....
La trama, come ben si evidenzia dal titolo, è puntata sulla figura dell'amante del Doge, una donna di indubbia bellezza, Caterina Dolfin:
"1755. Il carnevale veneziano è all'apice dell'ebbrezza e della festa. Caterina Dolfin, nonostante il divieto materno, partecipa di nascosto a una festa in casa del console inglese Smith, per stordirsi e dimenticare per qualche ora i dispiaceri che l'assillano: la recente morte del padre, che l'ha educata all'amore per l'arte e allo studio della filosofia, la povertà e le nozze imminenti con un uomo che detesta, ma che la madre le impone. Nella biblioteca del palazzo incontra Andrea Tron, ambasciatore della Serenissima, erede di una delle più facoltose famiglie veneziane, cui tutti predicono un futuro da doge. Stregato dalla bellezza di Caterina e abituato a soddisfare ogni capriccio, Tron osa proporle un cinico patto: abbandonare il marito e divenire la sua amante fino a quando a lui piacerà, in cambio della sicurezza economica e della promessa di non intromettersi nella sua vita privata. Da quel momento Caterina si trasforma in un'adultera, ma anche in una donna padrona di sé e delle proprie scelte, spesso contro corrente e pericolose, incurante del disprezzo della società, che non le perdona la coraggiosa sfida alle sue regole. Ma Tron, contro ogni aspettativa e contro la sua stessa volontà, è costretto ad ammettere che il legame con la Dolfina si è trasformato in un sentimento che non può ignorare e che esige una improrogabile e difficile scelta."

Il libro purtroppo non si è rivelato una buona scelta; niente da eccepire sulla qualità della scrittura ma la trama è debolissima, priva di mordente e attrattiva.
Di Caterina c'è ben poco in questo libro; a parte l'inizio dove si apprende la sua nascita e la sua infanzia e dove parla dei genitori e del suo matrimonio, dopo che conosce Tron e ne diviene l'amante passano quattordici anni senza che l'autrice ci racconti la loro vita...l'ho trovato veramente anomalo! In pratica in questo libro non si legge nulla del loro menage. Curioso eh!
Il suo personaggio non ha nulla di incisivo, non brilla di personalità che invece si può riscontrare in quello di Tron...
Troviamo sprazzi di Venezia, appunti di vita politica, qualche episodio di rivalità tra dame, ma di consistente di questa famigerata amante proprio niente.
Passano così, tra le pagine di questo romanzo, diciotto anni di vita, dove lei si fa gli affari suoi, e lui pure... Si incontrano ogni dopo un tot di mesi e poi ritornano alle loro vite. Mi aspettavo sicuramente ben altro, un racconto più corposo e ricco di dettagli quindi...non pensiate di trovare un romanzo interessante. 
Posso dire che l'epilogo poteva bastare a raccontare la vita di Caterina e Andrea Tron?! 
Ho finalmente trovato lì ciò che cercavo in 260 pagine...

lunedì 27 ottobre 2014

Nel pieno dell'autunno

Ops...ma l'ultima volta che ho scritto non eravamo a fine estate?!!!! 
Si...purtroppo ho fatto passare tanto dall'ultima volta che sono stata qui, ma non mi va di annoiare con dettagli talmente privati che non interessano a nessuno...parliamo di cose belle!!!! Come l'autunno per esempio e i colori che ci regala, oltre ovviamente ai suoi profumi e alle sue temperature che ci accompagnano sino all'inizio dell'inverno :))

Ho sfilato qualche bellissima immagine da una pagina di facebook che mi piace tantissimo perchè offre giornalmente delle foto di rara bellezza e delicatezza; siamo quasi a fine ottobre, siamo alle porte di Halloween e qui lo accenno anche se a dir il vero, detesto questa festività, perchè non la ritengo nostra, insomma non italiana e non riesco a viverla con lo spirito che invece è proprio degli americani. 
Qui c'è più lo spirito del "qualsiasi occasione è buona per fare casino"! Eh già...noi italiani sappiamo come fare bisboccia ^_^

Perchè invece non pensiamo a questo periodo come il più indicato per assaporare il tepore delle nostre case, invitando qualcuno nel fine settimane per stare in compagnia, addobbando la casa a tema?! 
Come per esempio in questa immagine:
questa bellissima tavolata è decorata con colori naturali e con la predominanza dell'arancio e del rosso. Il verde scuro e il bianco fanno da contorno e con pochi oggetti ben accoppiati l'effetto è assicurato.
O magari si può prendere spunto da qui...




Quei bicchieri rovesciati e pitturati di arancio caldo sono deliziosi! Sembrano veramente delle piccole zucchette; molte volte con poco si possono ottenere dei risultati bellissimi.
Buon proseguimento d'autunno a tutti e per chi lo festeggia....buon Halloween ^_^

mercoledì 20 agosto 2014

Si ritorna alla normale routine...

E anche quest'anno le vacanze sono (quasi) terminate...Diciamo quasi tra parentesi perchè il segnale del ritorno alla routine, è pressochè scandito dall'apertura delle scuole. Quest'anno riaprono il 15 Settembre, e per me e mio figlio, quella data significa il ritorno alla 'normalità' segnato dagli orari e dai compiti principalmente.
Per il momento però ci stiamo godendo delle giornate di relax, con la sveglia che tace e i risvegli che non avvengono mai prima delle 8.30!
Ed è così' bello!!!!
Quest'anno ci siamo potuti concedere una breve vacanza; una settimana al mare dopo tre anni e mio figlio era talmente sovraccaricato d'eccitazione che non appena arrivati non ha avuto un momento di tregua tranne quando si appoggiava stremato sul cuscino intorno alle 23.00! Per cinque giorni è andato avanti così, con una 'ricarica di batterie' pressochè inesauribile, ma d'altronde chi può avere queste energie illimitate se non i giovani?!
Io arrancavo durante il breve tragitto tra l'hotel e il mare (praticamente ci mettevo due minuti ma a me il caldo strema) sotto il sole a picco, che, ringraziando, ci ha fatto fare una bella vacanza mentre i telegiornali continuavano a dare notizie di nubifragi e bombe d'acqua in varie parti del nostro paese.
Prima di partire mi sono preparata psicologicamente per questo breve periodo; diciamo che non amo andare via perchè per me, ma penso anche per altre donne che hanno figli e marito, le ferie siano motivo di stress e fatica. Ho caldeggiato in modo molto insinuante la prenotazione presso un hotel perchè, la considerazione tra i prezzi sparati per affittare un alloggio e il soggiorno invece in un albergo a pensione completa, ha convinto anche mio marito verso la seconda opzione! Con circa duecento euro in più eravamo serviti e riveriti...bè riveriti un pò meno ma serviti senza ombra di dubbio ^_^

Bene, si è risolto così il problema pasti...non si cucina...evvaiiiiiiii!!!!!!
Non rimaneva che stare dietro ai due uomini e alle loro energie da spendere.
Posso dire però che mio figlio che ha 10 anni si è saputo gestire molto bene.
Per me purtroppo, con qualche problema ai piedi e alle articolazioni, i due piani che dovevo fare per risalire alla camera d'albergo, fatti almeno 6 volte al giorno, non hanno fatto granchè bene. Ma una settimana è passata in fretta.
E quando sono arrivata a casa non ho fatto altro che dormire per due giorni!
Tutta la stanchezza accumulata è saltata fuori all'improvviso ma riposarsi nella propria casina non ha prezzo!

Ora ci godiamo questi ultimi sprazzi di libertà dagli orari, possiamo mangiare tardi e durante il week niente compiti!

Bene, con questa immagine del luogo dove siamo stati in vacanza, Punta Marina in provincia di Ravenna, saluto quest'estate ormai giunta alla fine...




domenica 6 luglio 2014

Contagion

Una malattia per molti versi simile all'influenza suina ma capace di svilupparsi anche per contatto con estrema rapidità sta colpendo il mondo. La comunità medica mondiale si trova in breve tempo a dover affrontare la ricerca di una cura e il controllo del panico che si diffonde progressivamente ovunque. Le persone reagiscono in modo diverso e a seconda della responsabilità che è stata loro attribuita o che si sono autonomamente conferita.

Questo è il succo del film 'Contagion' uscito il 9 settembre 2011 con la regia di Steve Soderbergh con un ottimo cast di attori, a partire da Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Jude Law e Matt Damon in una pellicola decisamente angosciante. Il film inizia con una giornata come tante, dove la gente esce di casa per andare al lavoro, dove c'è chi invece rientra da un viaggio professionale, o chi deve partecipare ad una convention, chi porta a scuola i figli, chi invece si prepara ad una routine domestica, ma per un gruppo di persone quel giorno sarà l'ultimo...Vediamo la Paltrow, rientrata da un viaggio di lavoro accusare i primi sintomi di quella che sembra un'inizio di influenza, e parallelamente, altre persone in diverse città si ammalano come lei; muoiono tutti, anche la Paltrow nonostante la rapida corsa in ospedale. Il virus è estremamente contagioso e si propaga velocemente: i casi segnalati fanno scattare l'allerta e si cerca il paziente zero iniziando a fare indagini sui primi casi accertati.
Menti brillanti riescono a fare il punto della situazione ed a mettere a punto un vaccino e qui arriva il lato umano deprecabile; la popolazione viene decimata da questa malattia e non si riesce a produrre il vaccino in tempi brevi, solo alcuni 'eletti' o fortunati potranno averlo per primi ed evitare di ammalarsi e qui si vede come la selezione della specie dettata dall'animo umano riesca in parte a prevalere, a discapito di sentimenti di unità e pietà. Il film ha lati da denuncia sociale, mostra momenti di aberrazione morale vergognosi, come consegnare una valigia di fiale di vaccino che però si riveleranno solo un placebo,  ad un gruppo di cinesi che hanno tenuto in ostaggio una dottoressa, con il solo scopo di poter vaccinare i propri figli, consapevoli di essere una minoranza e che come tale sarebbero stati dimenticati dal governo americano e relegati in ultima fila nella consegna del medicinale...
E' uno scenario plausibile, uno scenario che purtroppo potrebbe capitare e che come tale mi ha dato momenti di grande disagio, ma è un film che va visto per capire che un qualsiasi virus potrebbe colpire in modo analogo, e sopratutto in modo imprevedibile, per una banale distrazione o negligenza come farà vedere alla fine, in un flashback, in cui si capirà come è riuscito a veicolarsi ed a sterminare decine di milioni di persone.
Molto molto inquietante!


sabato 21 giugno 2014

Carezze di velluto di Sarah Waters

Carezze di velluto di Sarah Waters
Ed.Tea
Anno 2008
€ 18,60
Pag 495







Dopo 'Ladra', il primo libro che ho letto della Waters sono riuscita finalmente a rintracciare un'altra sua opera; lo stile  e la ricercatezza lessicale di quest'autrice mi piacciono particolarmente ed è per questo che mi sono messa alla ricerca dei suoi romanzi. Se però 'Ladra' mi è piaciuto molto sia per la storia che per l'accuratezza nei dettagli ambientali, nel tratteggiare i personaggi e la cura nell'esporre gli stati emozionali, 'Carezze di velluto' si distingue per l'aver affrontato con dovizia di particolari, in alcuni punti anche troppi, il tema lesbico, e per questo può essere visto come un romanzo di difficile lettura, almeno per chi affronta l'amore saffico con difficoltà.

Il contenuto è questo:
Ostricara nella taverna dei genitori sulle coste del Kent, astro nascente dello scintillante firmamento del varietà londinese, prostituta da strada e infine mantenuta di una capricciosa dama: nonostante la giovane età, in pochi anni Nancy si è ritrovata a interpretare così tanti ruoli da credere di dover ormai prendere posto nel buio della sala e limitarsi a fare da spettatore al magico teatro della vita. Ma proprio quando tutto sembra perduto, la sua innata passione la spinge a recitare il ruolo più impegnativo ed esaltante: essere finalmente se stessa, libera di amare ed essere riamata senza condizionamenti di sorta.

La storia di Nancy è tristemente commovente all'inizio: quando incontra il suo primo e grande amore, Kitty, non comprende appieno, per fortuna, la difficoltà e le umiliazioni legate alla scoperta delle sue inclinazioni sessuali e vive questa prima esaltante fase dell'amore come tutte le sue coetanee, con ansia, esaltazione ed eccitazione. Percepisce che però questo suo lato non è 'normale' e occulta questa passione nascente verso Kitty come una pura e semplice ammirazione.
Nella prima parte vediamo Nancy quindi, alle prese con questo amore grande ed esaltante, corrisposto ma anche volutamente nascosto al mondo; Kitty desidera che nessuno conosca la sua vera natura e obbliga Nancy, Nan come la chiama lei affettuosamente, a nasconderla a tutti.
In questo punto del libro la protagonista fa tenerezza, e come tutti coloro che vengono colpiti dalla freccia di Cupido in modo così forte, questa ragazzina è praticamente succube della sua amante. Questo legame però si spezzerà in modo drammatico e qui Nancy crollerà di colpo, le sue aspettative di vita subiranno un duro colpo e si ritroverà a fare la prostituta (vestita da uomo) per poter sopravvivere.
Da questo punto in poi, i sentimenti mutano, si evolvono ma in modo decisamente degradante: la Waters tratteggia un'eroina in preda alla lussuria, preda solo dei suoi sensi,  dove, padrone della situazione, emerge solo il sesso allo stato puro.
E questa è una cosa che ho notato in parecchi libri letti, dove i protagonisti sono omosessuali o lesbiche; una tendenza a farsi padroneggiare dal sesso, dove si parla e si fa solo sesso, dove le situazioni hanno sempre una componente sessuale intrinseca. E questo è sicuramente noioso.
Dove si sarebbe potuto sviluppare un romanzo su sentimenti forti e delicati, dove le emozioni dell'amore tra due persone posso far scaturire pagine di pura poesia, tutto si riduce a descrizioni pruriginose di atti sessuali.
Da quel momento in poi, Nan non ne esce bene come figura; il suo personaggio ha un tracollo di simpatia, diventa superficiale, codardo, sino alla fine, dove comunque la sua scelta di vita non la redime ai miei occhi di lettrice. Sicuramente il personaggio più bello del libro per me è Florence: i suoi pricipi, la sua sessualità vissuta in modo completamente differente da Nan, la sua decisione e la sua forza di volontà rendono la sua figura all'interno del romanzo una vera forza!
Ciononostante 'Carezze di velluto' è veramente un bel libro, che offre uno spaccato della Londra vittoriana in cui si muovono tante vite, tutte diverse tra loro per condizione sociale, ambizioni e cultura, ma tanto simili per aspirazioni.

Mi piacerebbe avere qualche opinione su questo libro...se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate!

Bye!
Elly

martedì 27 maggio 2014

Il diavolo e la rossumata di Sveva Casati Modignani

Faccio una premessa: la Modignani non è un autrice tra le mie preferite. Ho provato a leggere diversi suoi romanzi, ma dopo pochi capitoli chiudevo i libri e li accantonato...Non facevano per me.
Ma questo breve romanzo mi ha deliziato! Racconta la sua infanzia e lo fa con maestria e tanta ironia; non ho fatto altro che sorridere ad ogni pagina o a ridere con gusto soffermandomi agli episodi che descriveva così bene e a cui mi sembrava di assistere di persona. Fortunatamente, avendo una mamma che ha abitato per molto tempo a Milano e che ogni tanto mi parlava in dialetto milanese, sono riuscita a decifrare bene i dialoghi che ogni tanto l'autrice infilava tra una battuta e l'altra. Sembrava di vederla questa bambinetta, un pò riservata, curiosa e desiderosa di affetto, cresciuta in gran parte dalla nonna e con una mamma un pò freddina osservare gli adulti in quel loro mondo dove ad un bambino non era dato affacciarsi e alle prese con la guerra e la penuria di cibo di quei tristi momenti.

Il diavolo e la rossumata di Sveva Casati Modignani
Ed. Mondadori
Anno 2012 
Pag. 169
Prezzo € 14,90


La trama del libro dice:

1943, Milano è sotto le bombe degli Alleati. Una famiglia è sfollata in una cascina fuori città. Una bambina affidata alle cure dei nonni cresce immersa in un universo rurale, dove ha inizio il suo apprendistato alla vita. La bambina protagonista di questo libro è Sveva Casati Modignani, la quale affida per la prima volta a un racconto autobiografico i ricordi della sua infanzia, che si intrecciano con la memoria di cibi e sapori. Sono anni di fame, di mercato nero e di succedanei. Le donne si ingegnano a cucinare con fantasia i pochi ingredienti di cui dispongono. Nel racconto i ricordi dell'infanzia spaziano tra ricette golose e le attività solitarie della bambina che osserva silenziosa il mondo degli adulti sempre indaffarati: tra questi una nonna amorevole e un po' ruvida, che la crede posseduta dal Diavolo, e una mamma che, incapace di esprimere altrimenti il suo amore, cuce per lei abitini raffinati e cucina cibi gustosi. Il libro include un ricettario, con i piatti della cucina lombarda rivisitati dalle consuetudini di famiglia, tutti singolarmente commentati dall'autrice che rievoca con rara autenticità una cultura gastronomica radicata nel territorio, in un mondo di tradizioni e sapori dimenticati. 

Mi è dispiaciuto moltissimo chiuderlo, è finito troppo in fretta accidenti! Era così bello leggere le giornate di Sveva alle prese con un fritto di cervella duro da ingoiare e la voglia di indossare il vestitino con le farfalle cucito dalla sua mamma. E' un libro tutto da gustare, con tutti i sensi, inclusi quelli del palato che la fanno da padrone, perchè sia nella storia che nella parte finale ci sono sempre riferimenti al cibo e le ricette che include il romanzo, sono da provare, una bellissima rievocazione di quei momenti dove anche un semplice uovo con un bicchiere di Barbera costituivano, come si direbbe oggi, un 'comfort food'!!!

martedì 20 maggio 2014

La forza e il coraggio


Questo post lo voglio dedicare ad una mia carissima amica, un'amica che conosco da poco, da appena un paio di anni, e che è entrata nella mia vita in punta di piedi e che mi ha insegnato molto. Una donna che ha avuto una vita travagliata e dolorosa, e che il destino oggi le ha di nuovo messo davanti degli ostacoli quando sembrava andasse, finalmente, tutto per il meglio.
Problemi gravi di salute e affettivi sembravano che avessero avuto il potere di metterla in ginocchio, ma lei ha sempre combattuto ed è andata avanti per la sua strada. Ha una forza che le invidio tantissimo!
In questi giorni, la notizia di un ritorno di quel maledetto neuroblastoma le ha inferto un nuovo colpo.
Io le parlo, la ascolto...lei mi parla, ascolta le mie parole e so che mi sorride con gli occhi...mi manda messaggi sms dove mi scrive ' ti voglio un mondo di bene' e mi ringrazia di esserci.
E io cerco non di farle coraggio come direbbero tutti, ma le dico 'tu sei una guerriera, tu spacchi il culo ai passeri se vuoi!'. Lei sorride, ride sommessamente...
L'altro giorno mi ha chiesto 'tu cosa faresti al mio posto?'.
Si trova davanti ad un bivio: combattere o vivere quel che rimane...Ma so che davanti a questa scelta lei sceglierà la guerra. Mai darsi per vinti.
Ha trionfato una volta, anzi...due! E ha sconfitto anche chi non ha avuto fede in lei, chi l'ha umiliata, chi ha pensato che fosse una donna finita, un'invalida.
Io le ho risposto e dall'altra parte della cornetta ho sentito il suo sorriso, l'ho percepito chiaramente.
Non mollare amica mia, non pensare anche per un solo attimo di rinunciare ad un solo giorno della tua vita.

Ti dedico una poesia, e mi piacerebbe che potesse diventare la tua bandiera in questa battaglia...

Sarà che ormai il passato è andato,
sarà che il futuro non è ancora arrivato,
sarà che il tempo è inarrestabile,
ma,
sono io,
a controllare il mio destino,
a decidere del mio futuro,
a riflettere sugli errori del passato
a continuare ad optare le mie ragioni di vita,
a sacrificarmi per ciò a cui tengo,
a prendere tutto il mio tempo...


la tua amica Elly




lunedì 19 maggio 2014

Novità librarie di Maggio 2° parte

Arieccomi con altre novità succose ^_^
Questo è un libro che ho visto parecchio pubblicizzato e a ragione considerato il suo contenuto molto avvincente.


La sposa silenziosa di A.S.A. Harrison
Ed. Longanesi
Collana La Gaia Scienza
Pag. 544
Anno 2014
Prezzo € 18,60


Contenuto:

Jodi è la compagna perfetta e Todd non potrebbe mai fare a meno di lei. Abituata a vivere all’ombra del suo uomo, Jodi lo accudisce, lo asseconda, contribuisce a fare di lui, giorno dopo giorno, una persona di successo.
Elegante, sofisticata, sicura di sé, Jodi è una psicoterapeuta che ha rinunciato alla carriera pur essendo molto brava a scavare nella mente dei pazienti, almeno quanto lo è a mentire a se stessa.
Todd è un uomo d’affari avido, egocentrico e, al contrario della moglie, molto prevedibile: tutto ciò che desidera se lo prende, soprattutto quando l’oggetto del desiderio sono le donne.
Todd e Jodi sono una coppia come tante.
Ma un giorno succede qualcosa che rischia di frantumare il loro rapporto mandandolo in pezzi affilati e taglienti, come uno specchio caduto a terra.
È in questo istante che Jodi capisce di non poter più essere una sposa silenziosa e di dover scegliere tra giustizia e vendetta.



Il nuovo libro di Andrea Vitali è uscito da poco ma ha già riscosso un notevole successo tra i lettori; io adoro Vitali, ha una scrittura leggera, ironica e pungente e rende i suoi libri un piccolo 'teatrino di carta'. Ogni volta che ne apro uno mi sembra di essere al cinema di paese e il divertimento è garantito!


Quattro sberle benedette di Andrea Vitali
Ed. Garzanti Libri
Collana Narratori Moderni
Pag. 384
Anno 2014
Prezzo € 16,40


Contenuto: 

In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto... 


....continua....  :)))))

giovedì 15 maggio 2014

Nuove uscite librarie di Maggio

Ieri mi è arrivato la rivista di maggio del Libraio che come al solito propone un sacco di libri interessanti e voglio segnalarvi alcuni libri che mi paiono molto molto appetitosi ^_^
Inizio subito con il libro di Kate Atkinson;

Ed. Nord Collana Narrativa Nord
Pag. 544
Cartonato con sovracopertina
Prezzo  € 18,60


Contenuto: 
In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla.
In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare.
Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.
Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?


Che ne dite? Non vi pare intrigante come trama? A me attira parecchio e spero di vederlo presto in qualche libreria, magari con il 15% di sconto che non sarebbe male :))

Proseguiamo con un'altro libro avvincente, quello di M.J. Arlidge


Ed. Corbaccio
Pag. 360
Cartonato con sovracopertina
Prezzo € 16,40


Contenuto:
Si preparavano a trascorrere tutta la vita insieme. Anime gemelle. E quando si ritrovano intrappolati, intontiti, faticano a comprendere tutto l’orrore della situazione. Niente cibo, niente acqua. Solo una pistola con un unico colpo in canna. Un criminale psicopatico narcotizza e rapisce delle coppie: le vittime si risvegliano disorientate, nessuno può sentire le loro urla. Si disperano, si agitano, cercano in tutti i modi di uscire dalla prigione in cui sono incarcerate, fino a quando trovano una pistola e, accanto, un cellulare che comunica per sms un ultimatum terribile: una delle due morirà, solo così l’altra potrà salvarsi. Per il killer è uno spettacolo a cui assistere, per le vittime un’insostenibile tortura psicologica. Helen Grace e gli investigatori della centrale di polizia di Southampton indagano. Cercano il pazzo criminale tentando al tempo stesso di proteggere i sopravvissuti sotto shock. I rapimenti si succedono velocemente: una madre e una figlia, due colleghi di lavoro, due compagni di università… ma in che modo sono legati fra loro? Helen lavora giorno e notte per trovare una relazione fra le vittime, per ipotizzare moventi… fino a quando intravvede un disegno mostruoso al quale non riesce nemmeno a credere… 

Si preannuncia un bel thriller da brivido!


Invece questo libro di Maggie O'Farrell va a scandagliare la vita familiare e i complessi legami che si instaurano tra i vari componenti...

Ed. Guanda
Collana Narratori della Fenice
Pag. 350
Prezzo € 18,00


Contenuto:

È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto...


Per il momento mi fermo qui...ma a breve arriverò con altre anticipazioni e novità sul fronte librario. Buone letture a tutti! :)))

martedì 13 maggio 2014

Vintage dream di Erica Stephens

Qualche settimana fa ho acquistato questo libro facendomi attrarre sia dal titolo (ho un debole per gli oggetti vintage) che ovviamente dalla trama sperando ovviamente di non rimanerne delusa.

Vintage dream di Erica Stephens
Edito da Garzanti Libri
anno 2014
Pag 367
Prezzo 16,40


La storia: È impossibile resistere al fascino di un vecchio vestito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio in Astor Place a Manhattan, si diverte a rammendare e cucire per dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo di lei e del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C'è un'unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a casa di un'anziana signora e a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio novecento. Una donna forte e indipendente che, senza l'aiuto di un uomo, ha realizzato il suo sogno di lavorare nel più famoso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell'amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza per lottare per tutto quello che ha costruito con tanti sacrifici e per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate. Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore... 


Romanzo che racconta due vite; quella di Amanda ambientata ai giorni nostri e quella di Olive a cui fa da sfondo una New York degli inizi Novecento.
Decisamente più affascinante la vita di Olive, che regala qualche passaggio interessante sulla condizione femminile di allora, sul rapporto tra uomo e donna specialmente nell'ambito lavorativo.
Amanda scopre per caso il diario di Olive nascosto in un manicotto e tra una lettura e l'altra delle pagine di queste memorie, si snoda anche la sua vita, tra un amante sposato a cui non sa rinunciare e un negozietto di abbigliamento vintage che pare stia per chiudere i battenti causa sfratto.

Il libro l'ho trovato abbastanza insignificante, la storia non è un granchè, se si fosse esclusivamente incentrato sul personaggio di Olive ci avrebbe assolutamente guadagnato, e parecchio anche....ma affiancargli la vita di Amanda è stato invece un bel flop. Un finale affrettato e banale, nonchè assurdo, mi ha fatto concludere che come libro è da sconsigliare vivamente. Ma se proprio vi incuriosisce procuratevelo tramite uno scambio: eviterete di sprecare dei soldini.

sabato 10 maggio 2014

Il valletto di De Sade di Nikoloj Frobenius


 Il valletto di De Sade è un libro scritto da Nikolaj Frobenius, edito da Ponte alle Grazie nell'anno 2000.
L'ho scovato per caso nei recessi della mia libreria, volevo prendere un libro di discrete dimensioni da ficcare in borsetta e mi è saltato fuori lui...non mi ricordavo neanche di averlo! E così ne ho iniziata la lettura...

La trama è questa:
A Honfleur, nella Normandia del XVIII secolo, nasce un bambino dallo sguardo terrificante, che sibila invece di piangere. Si chiama Latour. Il piccolo, dotato di un'intelligenza e di un'abilità manuale fuori dal comune, è incapace di percepire il dolore fisico. Dopo l'apprendistato, Latour lascia il paese, in compagnia di una prostituta, sulle tracce degli assasini della madre. Durante i suoi viaggi, il giovane cade nella spirale del crimine: serial killer ante-litteram, uccide e seziona le sue vittime, nella foga di analizzare ogni organo del corpo umano alla ricerca del centro del dolore. La sua vita cambia quando conosce il Marchese De Sade, che per il suo morboso attaccamento al dolore fisico, rapprensenta quasi l'inverso di Latour.

E' un romanzo che si fa leggere anche se poi lascia un senso di vuoto e di incompiutezza; ma vediamola come deve essere...il libro è la storia di un valletto, Latour-Quiros Martin, che non si può dire un bel pezzo di manzo ma anzi..una ciofeca che viaggia su due gambe. Brutto, ambiguo, e con un aura negativa, ha solo un vantaggio estetico: due paia di occhi blu che hanno il potere di placare le sensazioni infauste che causa la sua presenza. Nasce con una mancanza, il senso del dolore, non lo prova e per tutto il romanzo si leggerà la sua determinata caccia a questa sensazione che ne farà un serial killer.
Leggendo 'Il valletto di De Sade' mi è venuto in mente un'altro libro che lessi diverso tempo fa, 'Il profumo'; ha parecchie analogie e non credo siano casuali. Mi sembra che l'autore abbia voluto ripercorrere un pò la falsariga di quest'opera dove invece di avere una manchevolezza, il protagonista di 'Il profumo' aveva un dono, molto acutizzato, l'olfatto e questo particolare aveva portato anche lui ad una serie di delitti.

Il racconto è narrato benissimo, mi è piaciuta specialmente la prima parte, dove la nascita e la crescita di Latour sono significative e formeranno l'impalcatura dell'anima e delle inclinazioni del ragazzo allora ancora adolescente.
Più tediosa invece la parte dove incontra il marchese De Sade, e dove l'autore cita (purtroppo) alcuni particolari del libro 'Le 120 giornate di Sodoma'; sicuramente è cosa dovuta, d'altra parte non si parla qui di un De Sade dedito ad ogni forma di lascivia e sadismo sessuale?! Particolari alquanto sgradevoli ma che daranno modo a Latour di conoscere meglio il suo padrone. Le elucubrazioni mentali del valletto e i rapporti con la famiglia del marchese si rivelano, in questa parte del libro, alquanto faticosi da seguire e da digerire. La lettura qui è stata pesante, mi sono proprio dovuta fare violenza per non cedere al sonno, e sono arrivata finalmente al finale dove un Latour ormai diventato vecchio nell'anima e nel corpo, riesce a sperimentare il dolore ed a capirne il senso.

Il senso di incompiutezza deriva dal fatto che arrivati a fondo pagina si rimane con una domanda: "e quindi?". Cosa voleva essere...Un romanzo di narrativa? Un giallo con la caccia al colpevole? Non si riesce a dare una definizione esatta del contenuto, ecco perchè lascia quella percezione di insoddisfazione. Se a mente fredda si fa una piccola analisi si arriva a capire che il libro è semplicemente quello che è: la storia di un valletto estremamente intelligente, interiormente gravemente disturbato da quella grave mancanza che è il dolore e che percorrerà tutta la sua esistenza a cercarlo, seminando dietro di se la morte.

venerdì 9 maggio 2014

L'ultimo inquisitore


L'ultimo inquisitore è una pellicola del 2006, quindi ha già qualche annetto ma se li porta veramente bene; un ottimo film diretto da Milos Forman con due grandi protagonisti
Javier Bardem,   e  Natalie Portman.
Gli altri interpreti, non da meno dei principali per bravura, sono Stellan Skarsgård, Randy Quaid, Michael Lonsdale.

Il film narra la storia  del pittore Francisco Goya che gode del suo momento di gloria grazie alla nomina di "pittore di corte", nomina che gli permette di mantenere la sua vena artistica dipingendo il desolante scenario della guerra e delle misere condizioni di vita cui è costretto il suo popolo. Un giorno, la sua musa ispiratrice - l'adolescente Ines - viene ingiustamente accusata di giudaismo e imprigionata dalla Santa Inquisizione. Durante la prigionia incontrerà fratello Lorenzo, astuto ed enigmatico membro dell'Inquisizione che abuserà della sua ingenuità per sfruttare il proprio potere ecclesiale. Ma un'incredibile vicenda costringerà l'uomo ad allontanarsi dalla Spagna, per farvi ritorno quindici anni più tardi sotto una veste completamente nuova. 


Essendo un'amante dei film in costume, questo non poteva certo passare inosservato e se c'e come interprete una grande attrice come la Portman, non dovevo assolutamente farmi sfuggire la sua visione e le mie previsioni di un grande film non sono state disattese; Natalie interpreta un doppio ruolo, sia quello di Ines che quello della figlia, Alicia, che avrà durante la sua prigionia ed in entrambi ha dato il meglio di se. Il film è molto accurato nella ricostruzione del periodo storico in cui si svolge la vicenda, i costumi sono bellissimi e durante la visione si percepisce in modo palpabile la tensione che la storia racconta.


Mi ha sorpreso invece Bardem; avevo visto solo un film con lui come protagonista,ma era una pellicola di poco conto, non ricordo nemmeno la trama e il titolo e la sua figura non mi aveva proprio colpita per nulla, sia come uomo che come attore.
In questo film invece mi ha incuriosito in modo positivo e la sua interpretazione ha reso perfettamente bene la figura che ha impersonato; un uomo cupo, di dubbia moralità, di pochi principi morali e facile a voltare la faccia dove trova convenienza.
Padre  Lorenzo rappresenta la superficialità e la mancanza di cultura mentale, l'indottrinamento ad oltranza senza logica ma che si 'redime' quando la sua stella smette di brillare in seno alla Chiesa.
Ma se anche cambierà il suo modo di pensare e di agire, rimarrà sempre un uomo di pochi scrupoli, senza anima, che metterà davanti a se il proprio tornaconto a discapito anche della sua discendenza.
Il film è incentrato non solo sulla figura di Goya ma sopratutto su quella di Lorenzo, e di come si evolverà.






La cosa che mi ha fatto parecchio sorridere è che la cinepresa ha effettuato parecchie inquadrature del profilo non di certo affascinante di Bardem! Di attori non belli ce ne sono parecchi nel mondo del cinema ma in ogni caso riescono a rendersi interessanti, ma lui poverello in qualsiasi modo lo giri ha quel naso che lo rovina in modo pauroso...
Ma lode alla sua interpretazione di padre Lorenzo...è stato veramente bravo!
Se dovessi dare un voto al film da parte mia si guadagnerebbe un bel 8 +.

Buona visione ^_^




mercoledì 7 maggio 2014

Candele, candele e ancora candele! :)))

Una mia grande passione (tra le tante ^_^) sono le candele e i contenitori per contenerle e siccome sono una grande amante anche dei pizzi e del vintage cosa c'è di meglio che unire tutto questo e realizzare qualcosa dal sapore raffinato e retrò? Oppure ci sono anche tanti altri materiali con cui creare degli ottimi portacandele...
Ho raccolto dal web immagini per realizzare dei bellissimi contenitori per candele e tealight e le voglio raccogliere qui sperando che possano darvi qualche bella idea per fare un riciclo divertente, carino e chic :)))















Questi sono quelli che mi piacciono di più! Decorati con pizzi e con nastrini  hanno proprio un sapore romantico e d'altri tempi.















Le lattine di pelati e altri alimenti a lunga conservazione si prestano bene per diventare delle colorate e carinissime lanterne.

Questa tipologia di contenitore è veramente multiversion; si possono inventare un sacco di decorazioni con la carta basta poi incollarla al barattolo di vetro e si possono ottenere un'infinità di varianti!

Qui siamo in tema natalizio...un pò di colla spray e il bicchiere è pronto per ospitare una candida candela.

Per la porporina basta anche una striscia di scotch biadesivo per fare una velocissima decorazione...



Un vecchio cd, biglie di vetro e colla per realizzare un portacandele veramente particolare, ma di sicuro effetto! Mi piace proprio tanto!

Se qualcuna di voi beve vino occhio a non perdere i tappi! :)))

Quest'idea è ottima se avete in casa dei vecchi negativi! Applicandoli esternamente ad un vaso di vetro otterrete un'originale portacandele.

I barattolini degli omogeneizzati servono sempre! Da contenitori portaspezie a contenitori per candeline tealight sono sempre utili!Qui sono rivestiti con carta velina colorata (si può anche utilizzare la carta crespa ma si perderebbe la luminosità però) e decorati  con nastrini e bigiotteria.

Come avrete certo visto sul web, arance e mandarini sono riutilizzabili per contenere le candeline, ma anche con la mela non si scherza! Con un pò di abilità manuale si possono ottenere dei simpatici portacandeline, ottime per abbellire la tavola sotto il periodo natalizio.

Spartito di carta, corda e tealight hanno cambiato la faccia di comunissimi barattoli di vetro. Geniale!

Su questo barattolo è stato applicato un centrino di carta, dove nel ritaglio a forma di cuore è stato inserito un ritaglio da un quotidiano o un libro. Semplice ma veramente d'effetto.









































Con fiori essicati o freschi si hanno questi magnifici risultati, guardate che belli!


Quest'immagine l'avevo salvata un pò di tempo fa e ancora adesso mi fa spalancare gli occhi per la bellezza e la semplicità di questa creazione; con delle comuni mollette di legno e la tecnica scrap ecco uno splendido portacandela.













Vi piace la cannella? A me tantissimo! E se desiderate rifare questo portacandela, procuratevi i bastoncini, incollateli tra loro e infine legateli con dello spago. In alternativa potete usare anche dei comuni rametti d'albero, magari anche colorati!