martedì 14 gennaio 2014

Lontano da niente di Thomas Christopher Greene

Lungo la riva del placido Dog River, nell'incontaminata e splendida natura del Vermont, Charlie si è costruito una vita solitaria in cui gestisce il ristorante di famiglia e ha un solo rimpianto: aver perso le tracce del fratello Owen. Un tempo legatissimi, i due fratelli non si vedono da anni - i loro rapporti si sono interrotti a causa di una strana eredità paterna - e tutto quello che resta loro è una lunga serie di cartoline. La vita di Charlie scorre lenta e solitaria fino a quando assume Claire per dargli una mano nel ristorante e, d'un tratto, il suo piccolo universo viene sconvolto nel profondo. Fra i due, infatti, nasce una relazione intensa e appagante, fatta di passioni e di complicità al punto che Charlie pensa di aver trovato in Claire una nuova ragione per vivere. Ma quando Owen torna all'improvviso, il passato sembra riaffacciarsi come una cupa minaccia per il futuro di entrambi.


L'inizio dell'anno mi ha regalato un bel virus gastrointestinale ma nonostante la sua 'cattiveria' (era ben agguerrito) mi sono consolata con i miei amati libri, e ho letto parecchio sotto le coperte!
Questo è stato uno dei diversi libri che mi sono passati dalle mani e di cui sono rimasta entusiasta.
E' semplicemente meraviglioso!  La storia non sarà eccezionale, può essere trita e ritrita; il classico caso a tre, lei, lui e il cognato ma la prosa è incantevole, i personaggi belli, vivi, di carattere. I dialoghi sono intensi, fanno partecipe della vicenda e i luoghi descritti sono incantevoli; l'avvicendarsi delle stagioni che l'autore descrive alla perfezione sono riusciti a farmi calare all'interno della storia e a farmi rivivere le sensazioni dell'inverno, con il suo gelo, la magia dei sentieri innevati e la voglia di rintanarsi in casa con un bel bicchiere di cioccolata calda o magari affacendarsi in cucina a preparare qualcosa di soffice e profumato. Il fascino dell'autunno con i suoi colori ramati e intensi, la freschezza e il rinnovo della vita a primavera e l'estate con il suo clima caldo e i sapori ricchi dei prodotti della terra mi hanno affascinato per come sono stati sapientemente descritti.
Una parte molto bella è anche quella dedicata al ristorante, punto focale della vicenda, dove i protagonisti si dedicano a cucinare i piatti tradizionali, in alcuni punti rivisitati; primi, secondi e dolci sono ricchi di particolari e fanno venire veramente l'acquolina in bocca!
Ma tutto questo non basta; c'è la parte interiore, quella dei protagonisti, specialmente il rapporto che si instaura tra Claire e il cognato, che da spunto a delle riflessioni molto profonde, non facili da capire, come la scelta di Claire di trascorrere le notti con il cognato mentre il marito è in trattenuto in ospedale per un incidente capitato al ristorante. La morale viene messa in discussione ma vengono anche messi in discussione i sentimenti, quelli vivi e quelli sopiti da anni di routine matrimoniale, quelli che molte persone possono provare ed è anche per questo che il libro coinvolge il lettore.
Chi non si può immedesimare in una Claire?! O nel suo amante ritrovato?
E quando, alla fine del romanzo, si crede di sapere come andrà a finire, ecco il colpo di scena: incredibile e bello, nonchè giusto.
Ne sono entusiasta e sicuramente questo è un libro che terrò sul comodino, per rileggere i tanti passaggi segnati e che mi hanno colpito al cuore.

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