martedì 27 maggio 2014

Il diavolo e la rossumata di Sveva Casati Modignani

Faccio una premessa: la Modignani non è un autrice tra le mie preferite. Ho provato a leggere diversi suoi romanzi, ma dopo pochi capitoli chiudevo i libri e li accantonato...Non facevano per me.
Ma questo breve romanzo mi ha deliziato! Racconta la sua infanzia e lo fa con maestria e tanta ironia; non ho fatto altro che sorridere ad ogni pagina o a ridere con gusto soffermandomi agli episodi che descriveva così bene e a cui mi sembrava di assistere di persona. Fortunatamente, avendo una mamma che ha abitato per molto tempo a Milano e che ogni tanto mi parlava in dialetto milanese, sono riuscita a decifrare bene i dialoghi che ogni tanto l'autrice infilava tra una battuta e l'altra. Sembrava di vederla questa bambinetta, un pò riservata, curiosa e desiderosa di affetto, cresciuta in gran parte dalla nonna e con una mamma un pò freddina osservare gli adulti in quel loro mondo dove ad un bambino non era dato affacciarsi e alle prese con la guerra e la penuria di cibo di quei tristi momenti.

Il diavolo e la rossumata di Sveva Casati Modignani
Ed. Mondadori
Anno 2012 
Pag. 169
Prezzo € 14,90


La trama del libro dice:

1943, Milano è sotto le bombe degli Alleati. Una famiglia è sfollata in una cascina fuori città. Una bambina affidata alle cure dei nonni cresce immersa in un universo rurale, dove ha inizio il suo apprendistato alla vita. La bambina protagonista di questo libro è Sveva Casati Modignani, la quale affida per la prima volta a un racconto autobiografico i ricordi della sua infanzia, che si intrecciano con la memoria di cibi e sapori. Sono anni di fame, di mercato nero e di succedanei. Le donne si ingegnano a cucinare con fantasia i pochi ingredienti di cui dispongono. Nel racconto i ricordi dell'infanzia spaziano tra ricette golose e le attività solitarie della bambina che osserva silenziosa il mondo degli adulti sempre indaffarati: tra questi una nonna amorevole e un po' ruvida, che la crede posseduta dal Diavolo, e una mamma che, incapace di esprimere altrimenti il suo amore, cuce per lei abitini raffinati e cucina cibi gustosi. Il libro include un ricettario, con i piatti della cucina lombarda rivisitati dalle consuetudini di famiglia, tutti singolarmente commentati dall'autrice che rievoca con rara autenticità una cultura gastronomica radicata nel territorio, in un mondo di tradizioni e sapori dimenticati. 

Mi è dispiaciuto moltissimo chiuderlo, è finito troppo in fretta accidenti! Era così bello leggere le giornate di Sveva alle prese con un fritto di cervella duro da ingoiare e la voglia di indossare il vestitino con le farfalle cucito dalla sua mamma. E' un libro tutto da gustare, con tutti i sensi, inclusi quelli del palato che la fanno da padrone, perchè sia nella storia che nella parte finale ci sono sempre riferimenti al cibo e le ricette che include il romanzo, sono da provare, una bellissima rievocazione di quei momenti dove anche un semplice uovo con un bicchiere di Barbera costituivano, come si direbbe oggi, un 'comfort food'!!!

martedì 20 maggio 2014

La forza e il coraggio


Questo post lo voglio dedicare ad una mia carissima amica, un'amica che conosco da poco, da appena un paio di anni, e che è entrata nella mia vita in punta di piedi e che mi ha insegnato molto. Una donna che ha avuto una vita travagliata e dolorosa, e che il destino oggi le ha di nuovo messo davanti degli ostacoli quando sembrava andasse, finalmente, tutto per il meglio.
Problemi gravi di salute e affettivi sembravano che avessero avuto il potere di metterla in ginocchio, ma lei ha sempre combattuto ed è andata avanti per la sua strada. Ha una forza che le invidio tantissimo!
In questi giorni, la notizia di un ritorno di quel maledetto neuroblastoma le ha inferto un nuovo colpo.
Io le parlo, la ascolto...lei mi parla, ascolta le mie parole e so che mi sorride con gli occhi...mi manda messaggi sms dove mi scrive ' ti voglio un mondo di bene' e mi ringrazia di esserci.
E io cerco non di farle coraggio come direbbero tutti, ma le dico 'tu sei una guerriera, tu spacchi il culo ai passeri se vuoi!'. Lei sorride, ride sommessamente...
L'altro giorno mi ha chiesto 'tu cosa faresti al mio posto?'.
Si trova davanti ad un bivio: combattere o vivere quel che rimane...Ma so che davanti a questa scelta lei sceglierà la guerra. Mai darsi per vinti.
Ha trionfato una volta, anzi...due! E ha sconfitto anche chi non ha avuto fede in lei, chi l'ha umiliata, chi ha pensato che fosse una donna finita, un'invalida.
Io le ho risposto e dall'altra parte della cornetta ho sentito il suo sorriso, l'ho percepito chiaramente.
Non mollare amica mia, non pensare anche per un solo attimo di rinunciare ad un solo giorno della tua vita.

Ti dedico una poesia, e mi piacerebbe che potesse diventare la tua bandiera in questa battaglia...

Sarà che ormai il passato è andato,
sarà che il futuro non è ancora arrivato,
sarà che il tempo è inarrestabile,
ma,
sono io,
a controllare il mio destino,
a decidere del mio futuro,
a riflettere sugli errori del passato
a continuare ad optare le mie ragioni di vita,
a sacrificarmi per ciò a cui tengo,
a prendere tutto il mio tempo...


la tua amica Elly




lunedì 19 maggio 2014

Novità librarie di Maggio 2° parte

Arieccomi con altre novità succose ^_^
Questo è un libro che ho visto parecchio pubblicizzato e a ragione considerato il suo contenuto molto avvincente.


La sposa silenziosa di A.S.A. Harrison
Ed. Longanesi
Collana La Gaia Scienza
Pag. 544
Anno 2014
Prezzo € 18,60


Contenuto:

Jodi è la compagna perfetta e Todd non potrebbe mai fare a meno di lei. Abituata a vivere all’ombra del suo uomo, Jodi lo accudisce, lo asseconda, contribuisce a fare di lui, giorno dopo giorno, una persona di successo.
Elegante, sofisticata, sicura di sé, Jodi è una psicoterapeuta che ha rinunciato alla carriera pur essendo molto brava a scavare nella mente dei pazienti, almeno quanto lo è a mentire a se stessa.
Todd è un uomo d’affari avido, egocentrico e, al contrario della moglie, molto prevedibile: tutto ciò che desidera se lo prende, soprattutto quando l’oggetto del desiderio sono le donne.
Todd e Jodi sono una coppia come tante.
Ma un giorno succede qualcosa che rischia di frantumare il loro rapporto mandandolo in pezzi affilati e taglienti, come uno specchio caduto a terra.
È in questo istante che Jodi capisce di non poter più essere una sposa silenziosa e di dover scegliere tra giustizia e vendetta.



Il nuovo libro di Andrea Vitali è uscito da poco ma ha già riscosso un notevole successo tra i lettori; io adoro Vitali, ha una scrittura leggera, ironica e pungente e rende i suoi libri un piccolo 'teatrino di carta'. Ogni volta che ne apro uno mi sembra di essere al cinema di paese e il divertimento è garantito!


Quattro sberle benedette di Andrea Vitali
Ed. Garzanti Libri
Collana Narratori Moderni
Pag. 384
Anno 2014
Prezzo € 16,40


Contenuto: 

In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto... 


....continua....  :)))))

giovedì 15 maggio 2014

Nuove uscite librarie di Maggio

Ieri mi è arrivato la rivista di maggio del Libraio che come al solito propone un sacco di libri interessanti e voglio segnalarvi alcuni libri che mi paiono molto molto appetitosi ^_^
Inizio subito con il libro di Kate Atkinson;

Ed. Nord Collana Narrativa Nord
Pag. 544
Cartonato con sovracopertina
Prezzo  € 18,60


Contenuto: 
In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla.
In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare.
Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.
Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?


Che ne dite? Non vi pare intrigante come trama? A me attira parecchio e spero di vederlo presto in qualche libreria, magari con il 15% di sconto che non sarebbe male :))

Proseguiamo con un'altro libro avvincente, quello di M.J. Arlidge


Ed. Corbaccio
Pag. 360
Cartonato con sovracopertina
Prezzo € 16,40


Contenuto:
Si preparavano a trascorrere tutta la vita insieme. Anime gemelle. E quando si ritrovano intrappolati, intontiti, faticano a comprendere tutto l’orrore della situazione. Niente cibo, niente acqua. Solo una pistola con un unico colpo in canna. Un criminale psicopatico narcotizza e rapisce delle coppie: le vittime si risvegliano disorientate, nessuno può sentire le loro urla. Si disperano, si agitano, cercano in tutti i modi di uscire dalla prigione in cui sono incarcerate, fino a quando trovano una pistola e, accanto, un cellulare che comunica per sms un ultimatum terribile: una delle due morirà, solo così l’altra potrà salvarsi. Per il killer è uno spettacolo a cui assistere, per le vittime un’insostenibile tortura psicologica. Helen Grace e gli investigatori della centrale di polizia di Southampton indagano. Cercano il pazzo criminale tentando al tempo stesso di proteggere i sopravvissuti sotto shock. I rapimenti si succedono velocemente: una madre e una figlia, due colleghi di lavoro, due compagni di università… ma in che modo sono legati fra loro? Helen lavora giorno e notte per trovare una relazione fra le vittime, per ipotizzare moventi… fino a quando intravvede un disegno mostruoso al quale non riesce nemmeno a credere… 

Si preannuncia un bel thriller da brivido!


Invece questo libro di Maggie O'Farrell va a scandagliare la vita familiare e i complessi legami che si instaurano tra i vari componenti...

Ed. Guanda
Collana Narratori della Fenice
Pag. 350
Prezzo € 18,00


Contenuto:

È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto...


Per il momento mi fermo qui...ma a breve arriverò con altre anticipazioni e novità sul fronte librario. Buone letture a tutti! :)))

martedì 13 maggio 2014

Vintage dream di Erica Stephens

Qualche settimana fa ho acquistato questo libro facendomi attrarre sia dal titolo (ho un debole per gli oggetti vintage) che ovviamente dalla trama sperando ovviamente di non rimanerne delusa.

Vintage dream di Erica Stephens
Edito da Garzanti Libri
anno 2014
Pag 367
Prezzo 16,40


La storia: È impossibile resistere al fascino di un vecchio vestito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio in Astor Place a Manhattan, si diverte a rammendare e cucire per dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo di lei e del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C'è un'unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a casa di un'anziana signora e a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio novecento. Una donna forte e indipendente che, senza l'aiuto di un uomo, ha realizzato il suo sogno di lavorare nel più famoso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell'amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza per lottare per tutto quello che ha costruito con tanti sacrifici e per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate. Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore... 


Romanzo che racconta due vite; quella di Amanda ambientata ai giorni nostri e quella di Olive a cui fa da sfondo una New York degli inizi Novecento.
Decisamente più affascinante la vita di Olive, che regala qualche passaggio interessante sulla condizione femminile di allora, sul rapporto tra uomo e donna specialmente nell'ambito lavorativo.
Amanda scopre per caso il diario di Olive nascosto in un manicotto e tra una lettura e l'altra delle pagine di queste memorie, si snoda anche la sua vita, tra un amante sposato a cui non sa rinunciare e un negozietto di abbigliamento vintage che pare stia per chiudere i battenti causa sfratto.

Il libro l'ho trovato abbastanza insignificante, la storia non è un granchè, se si fosse esclusivamente incentrato sul personaggio di Olive ci avrebbe assolutamente guadagnato, e parecchio anche....ma affiancargli la vita di Amanda è stato invece un bel flop. Un finale affrettato e banale, nonchè assurdo, mi ha fatto concludere che come libro è da sconsigliare vivamente. Ma se proprio vi incuriosisce procuratevelo tramite uno scambio: eviterete di sprecare dei soldini.

sabato 10 maggio 2014

Il valletto di De Sade di Nikoloj Frobenius


 Il valletto di De Sade è un libro scritto da Nikolaj Frobenius, edito da Ponte alle Grazie nell'anno 2000.
L'ho scovato per caso nei recessi della mia libreria, volevo prendere un libro di discrete dimensioni da ficcare in borsetta e mi è saltato fuori lui...non mi ricordavo neanche di averlo! E così ne ho iniziata la lettura...

La trama è questa:
A Honfleur, nella Normandia del XVIII secolo, nasce un bambino dallo sguardo terrificante, che sibila invece di piangere. Si chiama Latour. Il piccolo, dotato di un'intelligenza e di un'abilità manuale fuori dal comune, è incapace di percepire il dolore fisico. Dopo l'apprendistato, Latour lascia il paese, in compagnia di una prostituta, sulle tracce degli assasini della madre. Durante i suoi viaggi, il giovane cade nella spirale del crimine: serial killer ante-litteram, uccide e seziona le sue vittime, nella foga di analizzare ogni organo del corpo umano alla ricerca del centro del dolore. La sua vita cambia quando conosce il Marchese De Sade, che per il suo morboso attaccamento al dolore fisico, rapprensenta quasi l'inverso di Latour.

E' un romanzo che si fa leggere anche se poi lascia un senso di vuoto e di incompiutezza; ma vediamola come deve essere...il libro è la storia di un valletto, Latour-Quiros Martin, che non si può dire un bel pezzo di manzo ma anzi..una ciofeca che viaggia su due gambe. Brutto, ambiguo, e con un aura negativa, ha solo un vantaggio estetico: due paia di occhi blu che hanno il potere di placare le sensazioni infauste che causa la sua presenza. Nasce con una mancanza, il senso del dolore, non lo prova e per tutto il romanzo si leggerà la sua determinata caccia a questa sensazione che ne farà un serial killer.
Leggendo 'Il valletto di De Sade' mi è venuto in mente un'altro libro che lessi diverso tempo fa, 'Il profumo'; ha parecchie analogie e non credo siano casuali. Mi sembra che l'autore abbia voluto ripercorrere un pò la falsariga di quest'opera dove invece di avere una manchevolezza, il protagonista di 'Il profumo' aveva un dono, molto acutizzato, l'olfatto e questo particolare aveva portato anche lui ad una serie di delitti.

Il racconto è narrato benissimo, mi è piaciuta specialmente la prima parte, dove la nascita e la crescita di Latour sono significative e formeranno l'impalcatura dell'anima e delle inclinazioni del ragazzo allora ancora adolescente.
Più tediosa invece la parte dove incontra il marchese De Sade, e dove l'autore cita (purtroppo) alcuni particolari del libro 'Le 120 giornate di Sodoma'; sicuramente è cosa dovuta, d'altra parte non si parla qui di un De Sade dedito ad ogni forma di lascivia e sadismo sessuale?! Particolari alquanto sgradevoli ma che daranno modo a Latour di conoscere meglio il suo padrone. Le elucubrazioni mentali del valletto e i rapporti con la famiglia del marchese si rivelano, in questa parte del libro, alquanto faticosi da seguire e da digerire. La lettura qui è stata pesante, mi sono proprio dovuta fare violenza per non cedere al sonno, e sono arrivata finalmente al finale dove un Latour ormai diventato vecchio nell'anima e nel corpo, riesce a sperimentare il dolore ed a capirne il senso.

Il senso di incompiutezza deriva dal fatto che arrivati a fondo pagina si rimane con una domanda: "e quindi?". Cosa voleva essere...Un romanzo di narrativa? Un giallo con la caccia al colpevole? Non si riesce a dare una definizione esatta del contenuto, ecco perchè lascia quella percezione di insoddisfazione. Se a mente fredda si fa una piccola analisi si arriva a capire che il libro è semplicemente quello che è: la storia di un valletto estremamente intelligente, interiormente gravemente disturbato da quella grave mancanza che è il dolore e che percorrerà tutta la sua esistenza a cercarlo, seminando dietro di se la morte.

venerdì 9 maggio 2014

L'ultimo inquisitore


L'ultimo inquisitore è una pellicola del 2006, quindi ha già qualche annetto ma se li porta veramente bene; un ottimo film diretto da Milos Forman con due grandi protagonisti
Javier Bardem,   e  Natalie Portman.
Gli altri interpreti, non da meno dei principali per bravura, sono Stellan Skarsgård, Randy Quaid, Michael Lonsdale.

Il film narra la storia  del pittore Francisco Goya che gode del suo momento di gloria grazie alla nomina di "pittore di corte", nomina che gli permette di mantenere la sua vena artistica dipingendo il desolante scenario della guerra e delle misere condizioni di vita cui è costretto il suo popolo. Un giorno, la sua musa ispiratrice - l'adolescente Ines - viene ingiustamente accusata di giudaismo e imprigionata dalla Santa Inquisizione. Durante la prigionia incontrerà fratello Lorenzo, astuto ed enigmatico membro dell'Inquisizione che abuserà della sua ingenuità per sfruttare il proprio potere ecclesiale. Ma un'incredibile vicenda costringerà l'uomo ad allontanarsi dalla Spagna, per farvi ritorno quindici anni più tardi sotto una veste completamente nuova. 


Essendo un'amante dei film in costume, questo non poteva certo passare inosservato e se c'e come interprete una grande attrice come la Portman, non dovevo assolutamente farmi sfuggire la sua visione e le mie previsioni di un grande film non sono state disattese; Natalie interpreta un doppio ruolo, sia quello di Ines che quello della figlia, Alicia, che avrà durante la sua prigionia ed in entrambi ha dato il meglio di se. Il film è molto accurato nella ricostruzione del periodo storico in cui si svolge la vicenda, i costumi sono bellissimi e durante la visione si percepisce in modo palpabile la tensione che la storia racconta.


Mi ha sorpreso invece Bardem; avevo visto solo un film con lui come protagonista,ma era una pellicola di poco conto, non ricordo nemmeno la trama e il titolo e la sua figura non mi aveva proprio colpita per nulla, sia come uomo che come attore.
In questo film invece mi ha incuriosito in modo positivo e la sua interpretazione ha reso perfettamente bene la figura che ha impersonato; un uomo cupo, di dubbia moralità, di pochi principi morali e facile a voltare la faccia dove trova convenienza.
Padre  Lorenzo rappresenta la superficialità e la mancanza di cultura mentale, l'indottrinamento ad oltranza senza logica ma che si 'redime' quando la sua stella smette di brillare in seno alla Chiesa.
Ma se anche cambierà il suo modo di pensare e di agire, rimarrà sempre un uomo di pochi scrupoli, senza anima, che metterà davanti a se il proprio tornaconto a discapito anche della sua discendenza.
Il film è incentrato non solo sulla figura di Goya ma sopratutto su quella di Lorenzo, e di come si evolverà.






La cosa che mi ha fatto parecchio sorridere è che la cinepresa ha effettuato parecchie inquadrature del profilo non di certo affascinante di Bardem! Di attori non belli ce ne sono parecchi nel mondo del cinema ma in ogni caso riescono a rendersi interessanti, ma lui poverello in qualsiasi modo lo giri ha quel naso che lo rovina in modo pauroso...
Ma lode alla sua interpretazione di padre Lorenzo...è stato veramente bravo!
Se dovessi dare un voto al film da parte mia si guadagnerebbe un bel 8 +.

Buona visione ^_^




mercoledì 7 maggio 2014

Candele, candele e ancora candele! :)))

Una mia grande passione (tra le tante ^_^) sono le candele e i contenitori per contenerle e siccome sono una grande amante anche dei pizzi e del vintage cosa c'è di meglio che unire tutto questo e realizzare qualcosa dal sapore raffinato e retrò? Oppure ci sono anche tanti altri materiali con cui creare degli ottimi portacandele...
Ho raccolto dal web immagini per realizzare dei bellissimi contenitori per candele e tealight e le voglio raccogliere qui sperando che possano darvi qualche bella idea per fare un riciclo divertente, carino e chic :)))















Questi sono quelli che mi piacciono di più! Decorati con pizzi e con nastrini  hanno proprio un sapore romantico e d'altri tempi.















Le lattine di pelati e altri alimenti a lunga conservazione si prestano bene per diventare delle colorate e carinissime lanterne.

Questa tipologia di contenitore è veramente multiversion; si possono inventare un sacco di decorazioni con la carta basta poi incollarla al barattolo di vetro e si possono ottenere un'infinità di varianti!

Qui siamo in tema natalizio...un pò di colla spray e il bicchiere è pronto per ospitare una candida candela.

Per la porporina basta anche una striscia di scotch biadesivo per fare una velocissima decorazione...



Un vecchio cd, biglie di vetro e colla per realizzare un portacandele veramente particolare, ma di sicuro effetto! Mi piace proprio tanto!

Se qualcuna di voi beve vino occhio a non perdere i tappi! :)))

Quest'idea è ottima se avete in casa dei vecchi negativi! Applicandoli esternamente ad un vaso di vetro otterrete un'originale portacandele.

I barattolini degli omogeneizzati servono sempre! Da contenitori portaspezie a contenitori per candeline tealight sono sempre utili!Qui sono rivestiti con carta velina colorata (si può anche utilizzare la carta crespa ma si perderebbe la luminosità però) e decorati  con nastrini e bigiotteria.

Come avrete certo visto sul web, arance e mandarini sono riutilizzabili per contenere le candeline, ma anche con la mela non si scherza! Con un pò di abilità manuale si possono ottenere dei simpatici portacandeline, ottime per abbellire la tavola sotto il periodo natalizio.

Spartito di carta, corda e tealight hanno cambiato la faccia di comunissimi barattoli di vetro. Geniale!

Su questo barattolo è stato applicato un centrino di carta, dove nel ritaglio a forma di cuore è stato inserito un ritaglio da un quotidiano o un libro. Semplice ma veramente d'effetto.









































Con fiori essicati o freschi si hanno questi magnifici risultati, guardate che belli!


Quest'immagine l'avevo salvata un pò di tempo fa e ancora adesso mi fa spalancare gli occhi per la bellezza e la semplicità di questa creazione; con delle comuni mollette di legno e la tecnica scrap ecco uno splendido portacandela.













Vi piace la cannella? A me tantissimo! E se desiderate rifare questo portacandela, procuratevi i bastoncini, incollateli tra loro e infine legateli con dello spago. In alternativa potete usare anche dei comuni rametti d'albero, magari anche colorati!


martedì 6 maggio 2014

Pompei

Pompei è un film uscito da poco, nel febbraio di quest'anno con un cast di attori tra cui spicca Kiefer Sutherland nei panni di un crudele senatore romano. E' una pellicola che ha subito suscitato il mio interesse, considerato che con la tecnologia a nostra disposizione possiamo ricreare di tutto e di più, e mi sono detta "sarà un film con dei considerevoli effetti speciali"...
Gli attori che lo interpretano sono:

Emily Browning, Kit Harington, Jessica Lucas, Carrie-Anne Moss, Kiefer Sutherland, Paz Vega, Jared Harris, Adewale Akinnuoye-Agbaje

La trama è questa:
Ambientato nel 79 d.C., Pompei racconta la storia di Milo (Kit Harington), uno schiavo diventato un invincibile gladiatore che si ritrova a lottare contro il tempo per salvare la donna che ama, Cassia (Emily Browning), la bella figlia di un ricco mercante che è stata però promessa a un corrotto senatore romano. Quando il Vesuvio esplode con un torrente di lava incandescente, Milo deve riuscire ad abbandonare l'arena e salvare la sua amata, mentre quella che un tempo era la splendida città di Pompei gli crolla attorno. 

Bene...gli effetti speciali la fanno da padrone ma in quanto a contenuto il film mi ha deluso parecchio: a parte la solita storia trita e ritrita del poveraccio che cerca un riscatto nella vita, la bella di turno, il cattivo, il nemico che diventa amico (si vede che questi clichè fanno lievitare il botteghino) nel film di nuovo non c'è proprio assolutamente nulla.
Anche i dialoghi lasciano a desiderare; mi sono sopresa spesso a dire le battute dei protagonisti prima che le pronunciassero loro senza aver mai visto il film prima!




Pompei fa parte del filone 'catastrofico' e ne ricalca tutti i passaggi e nonostante questi siano stati ricreati e resi bene tramite il digitale, il film 'puzza di finto' in modo deprimente. Dalla ricostruzione della cittadina, ai vicoli, alle riprese dall'alto sino all'eruzione del vulcano si vede chiaramente come tutto sia artificiale, e anche se siamo perfettamente consci che è così quando vediamo un film vogliamo credere che invece sia tutto vero..almeno i nostri occhi vorrebbero percepirlo così...
 
E che dire degli attori? Bè, per me si salva solo Kiefer Sutherland, che ha dato un minimo di profondità al suo personaggio di cattivone, ma gli altri non sono riusciti a darmi mezzo brivido, dando prova di mancanza di professionalità specialmente nelle scene dove la drammaticità era doverosa, dove il terrore lo si doveva percepire negli occhi, nella vibrazione della voce, nei gesti...e anche su questo, il film Pompei ha fallito. 





sabato 3 maggio 2014

Come mangiamo di Leon Rappoport

"Che ti piaccia o no, il nostro modo di mangiare è strettamente legato a ciò che siamo o vorremmo essere": combinando ricerca antropologica, sociologica, psicologica e una quantità di informazioni, aneddoti e curiosità, l'autore descrive i nostri usi alimentari dall'Età della Pietra a oggi e presso le civiltà più diverse, mostrando quanto sia stretto l'intreccio fra cibo e cultura, religione, politica, psicologia.

Se vi piace capire che nesso c'è tra quello che mangiamo e come ci comportiamo o viceversa allora dovete leggere assolutamente questo libro! Leon Rappoport descrive in maniera chiara e scorrevole i rapporti che ci legano al cibo, raccontando anche moltissime curiosità ed episodi vissuti da lui personalmente; si parla anche di bulimia e anoressia, non in modo tecnico e approfondito ma sufficientemente esaustivo per far si che si possa avere un quadro abbastanza chiaro di alcune delle cause che possono essere scatenanti in queste patologie.
Vi siete mai chiesti, per esempio, perchè ci piace andare per mercatini? Anche il semplice acquisto nei mercati rionali ha un significato psicologico per noi e l'autore lo racconta in modo semplice, simpatico ed accattivante.

Si parla dei ristoranti, di come sono nati ed evoluti, della cucina tradizionale casalinga, delle ricette e di come l'alfabetismo abbia contribuito ad una maggior diffusione delle stesse nonchè del galateo e di come apparecchiare ed abbellire le tavole, al 'confort food' ossia il cibo di conforto legato allo stato emotivo.
Si parla di sesso e di aggressività e di come siano strettamente connessi al cibo, delle razioni militari e di come siano mutate nel corso del tempo adattandosi ai gusti ed ai nuovi comportamenti alimentari arrivando a parlare del cibo pronto e di come questo abbia prontamente sostituito un pasto creato con ingredienti freschi.

L'unico neo di questo libro è che è troppo breve; mi sarebbe piaciuto un approfondimento più consistente, ma si può ovviare tenendo conto delle note dell'autore a fondo pagina dove cita vari testi da cui ha tratto spunti e a cui si può far riferimento.

Vi cito un piccolo passo del libro:

"Le diverse cucine che esistono oggi [...] sono il risultato dei differenti modi in cui gli alimenti disponibili sul posto si sono sposati con le tecnologie di cottura e con i valori culturali che stabilivano cosa fosse commestibile.
[...] Ma possiamo capire i meccanismi psicologici implicati [...] riguardano il modo in cui generalmente le persone si sono adattate a un piccolo numero di condizioni restrittive. La prima di esse è la natura: i fattori climatici e ambientali che hanno determinato quale genere di alimenti fosse disponibile con continuità nelle diverse regioni."


venerdì 2 maggio 2014

Profumo - Storia di un assassino (tratto dal libro di Patrick Suskind)

Il libro di Suskind l'ho letto parecchio tempo fa, ma è uno di quei libri che difficilmente sbiadisce dalla memoria;  gli accadimenti si susseguono a ritmo incalzante e non mi hanno dato modo di far calare di un attimo l'attenzione. Il film ha tenuto bene la prova contro il libro: si sa che i film tratti da romanzi, per ovvi problemi di tempo (altrimenti potrebbero trarne delle serie televisive) non soddisfano completamente, la storia viene tagliata, rielaborata e cambiati anche parecchi dettagli se devono scenicamente essere adattati alla pellicola.

In breve la trama è questa:  nel 1738, a Parigi, in condizioni disagiate, nasce Jean-Baptiste Grenouille. Fin da bambino, dotato di un olfatto molto sviluppato, Jean-Baptiste va alla ricerca di tutti gli odori del mondo. Una volta cresciuto, lavora nel negozio del profumiere Baldini, dove apprende tutti i segreti delle spezie e delle essenze. La sua ossessione, però, rimane quella di riuscire a distillare e conservare il profumo delle donne. Questo incubo lo farà diventare un assassino.



'Profumo -Storia di un assassino' è un film che non perde punti sul libro; dalla scenografia e dai costumi  accuratamente ricostruiti si respira il periodo storico in cui si svolge la storia e i suoi protagonisti si sono perfettamente calati nella parte. Tra gli attori, l'unico demerito, ahimè va al bravissimo e  istrionico Alan Rickman  :purtroppo, la sua interpretazione di Richis, un ricco e potente nobile, è troppo rigida e per certi versi troppo teatrale in alcuni frangenti, che mi hanno fatto storcere il naso. Un gran peccato perchè questo attore (potete forse facilmente ricordarlo quando ha impersonato Severus Piton, il professore, nella saga di Harry Potter) è molto molto bravo e meriterebbe più visibilità.
Perfetto invece nella parte di Baldini, il profumiere dove Grenouille lavorerà,Dustin Hoffman ; una parte breve ma in cui l'attore ha dato il giusto lustro e incisività al personaggio che nel romanzo si rivela fondamentale per il giovane Jean Baptiste, ma qui purtroppo lo vediamo relegato a pochi minuti di gloria, sempre per i tempi stretti cinematografici.
Chi ha interpretato invece la parte principale di Grenouille è un attore che non conoscevo affatto e che si è rivelato veramente in gamba, Ben Whishaw dotato di una grande intensità interpretativa. La scena in cui cerca di aspirare l'odore del corpo dalla ragazza che involontariamente ha ucciso, è magnetica, e con il suo gesto è riuscito a farmi 'sentire' la sua voglia di aspirare l'essenza di quella sfortunata ragazza.


Forse vi domanderete come abbiano potuto realizzare il finale, che come ben saprà chi ha letto il libro è molto macabro, tosto....bè, di certo non voglio svelarvelo ma vi posso solo dire che si è dato allo spettatore l'esatto 'the end' del libro senza però realizzarlo fisicamente....è un pò criptica questa mia affermazione ma non voglio andare troppo oltre.
Dovete vedere il film! Assolutamente...non potete perderlo se avete letto l'opera di Suskind!