venerdì 9 maggio 2014

L'ultimo inquisitore


L'ultimo inquisitore è una pellicola del 2006, quindi ha già qualche annetto ma se li porta veramente bene; un ottimo film diretto da Milos Forman con due grandi protagonisti
Javier Bardem,   e  Natalie Portman.
Gli altri interpreti, non da meno dei principali per bravura, sono Stellan Skarsgård, Randy Quaid, Michael Lonsdale.

Il film narra la storia  del pittore Francisco Goya che gode del suo momento di gloria grazie alla nomina di "pittore di corte", nomina che gli permette di mantenere la sua vena artistica dipingendo il desolante scenario della guerra e delle misere condizioni di vita cui è costretto il suo popolo. Un giorno, la sua musa ispiratrice - l'adolescente Ines - viene ingiustamente accusata di giudaismo e imprigionata dalla Santa Inquisizione. Durante la prigionia incontrerà fratello Lorenzo, astuto ed enigmatico membro dell'Inquisizione che abuserà della sua ingenuità per sfruttare il proprio potere ecclesiale. Ma un'incredibile vicenda costringerà l'uomo ad allontanarsi dalla Spagna, per farvi ritorno quindici anni più tardi sotto una veste completamente nuova. 


Essendo un'amante dei film in costume, questo non poteva certo passare inosservato e se c'e come interprete una grande attrice come la Portman, non dovevo assolutamente farmi sfuggire la sua visione e le mie previsioni di un grande film non sono state disattese; Natalie interpreta un doppio ruolo, sia quello di Ines che quello della figlia, Alicia, che avrà durante la sua prigionia ed in entrambi ha dato il meglio di se. Il film è molto accurato nella ricostruzione del periodo storico in cui si svolge la vicenda, i costumi sono bellissimi e durante la visione si percepisce in modo palpabile la tensione che la storia racconta.


Mi ha sorpreso invece Bardem; avevo visto solo un film con lui come protagonista,ma era una pellicola di poco conto, non ricordo nemmeno la trama e il titolo e la sua figura non mi aveva proprio colpita per nulla, sia come uomo che come attore.
In questo film invece mi ha incuriosito in modo positivo e la sua interpretazione ha reso perfettamente bene la figura che ha impersonato; un uomo cupo, di dubbia moralità, di pochi principi morali e facile a voltare la faccia dove trova convenienza.
Padre  Lorenzo rappresenta la superficialità e la mancanza di cultura mentale, l'indottrinamento ad oltranza senza logica ma che si 'redime' quando la sua stella smette di brillare in seno alla Chiesa.
Ma se anche cambierà il suo modo di pensare e di agire, rimarrà sempre un uomo di pochi scrupoli, senza anima, che metterà davanti a se il proprio tornaconto a discapito anche della sua discendenza.
Il film è incentrato non solo sulla figura di Goya ma sopratutto su quella di Lorenzo, e di come si evolverà.






La cosa che mi ha fatto parecchio sorridere è che la cinepresa ha effettuato parecchie inquadrature del profilo non di certo affascinante di Bardem! Di attori non belli ce ne sono parecchi nel mondo del cinema ma in ogni caso riescono a rendersi interessanti, ma lui poverello in qualsiasi modo lo giri ha quel naso che lo rovina in modo pauroso...
Ma lode alla sua interpretazione di padre Lorenzo...è stato veramente bravo!
Se dovessi dare un voto al film da parte mia si guadagnerebbe un bel 8 +.

Buona visione ^_^




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