domenica 30 novembre 2014

La condizione di Jennifer Haigh

 'La condizione' di Jennifer Haigh è uno di quei libri che ti lascia qualcosa dentro; un 'qualcosa' di impalpabile che continua a ronzarti per la testa e non ti abbandona, perchè i suoi personaggi ti seguono, si alternano nella memoria e ti fanno pensare, ti fanno riflettere.
La trama a prima vista può sembrare banale; 
durante una vacanza estiva nella lussuosa, vecchia casa di famiglia a Cape Cod, Frank McKotch, un biologo molecolare, si accorge con angoscia che la figlia Gwen, a tredici anni, ha un aspetto stranamente infantile. Qualcosa non va, impossibile ignorarlo. La malattia che viene diagnosticata a Gwen - la sindrome di Turner, un difetto genetico che inibisce il passaggio alla pubertà - colpisce l'intera famiglia come un'esplosione: Frank, sensibile al fascino femminile, moltiplicherà le scappatelle extraconiugali costringendo la moglie Paulette a un divorzio burrascoso; Billy, il figlio maggiore, rispettoso e distante, diventerà cardiologo e condurrà a Manhattan una vita basata sul compromesso; il fratello minore, Scott, sarà vittima di un matrimonio sbagliato cominciato in allegria e finito in depressione; e Gwen, intelligente e emotivamente distaccata, si costruirà una vita solitaria. Sarà però sempre Gwen, innamorandosi, a costringere la famiglia ad altri ripensamenti e cambiamenti. 

Lo sviluppo del racconto non è lineare; si parte con il conoscere la famiglia di Gwen e, alla scoperta della sua malattia si fa un salto in avanti di vent'anni, per poi, personaggio per personaggio, ritornare indietro nel tempo.
Il tutto con una splendida fluidità narrativa, e sopratutto con coerenza.
Si, perchè non è facile riuscire ad incanalare la storia considerati i frequenti balzi temporali, ma la Haigh c'è riuscita perfettamente, scavando psicologicamente i suoi personaggi e dando loro una vivacità fuori del comune. Si affrontano tematiche delicate come l'omosessualità di Billy, la malattia di Gwen, i numerosi fallimenti personali di Scotty, il rapporto delicato e complesso tra Paulette e Frank.
Ho trovato meraviglioso il decantare la casa delle vacanze della famiglia, che troviamo all'inizio del libro e alla fine; una Paulette delusa dalla vita, e conscia di aver perso vent'anni in un esistenza alla ricerca della perfezione cerca di recuperare i ricordi del passato affittando la vecchia casa ai bordi dell'oceano, venduta durante il suo divorzio.
Il non saper affrontare la malattia della figlia, ha distrutto il suo rapporto prima con il marito, e poi con i suoi due figli maschi. Con Gwen è stato ancora più difficile, per via del carattere particolare della ragazza.
Il lungo periodo di separazione tra i familiari ha permesso però di riuscire a tutti di analizzare se stessi, ad arrivare alla comprensione di quello che è accaduto quando la famiglia ha smesso di essere tale, e a non dare colpe a chi non ne ha. Riuscire a vedere finalmente con occhi nuovi Frank e Paulette, ha dato a Scotty e a Billy la possibilità di riconciliarsi con se stessi.
Mi è piaciuta moltissimo Gwen che con il suo bagaglio di dolore alla fine ha saputo prendersi una rivincita sulla sua malattia.
E veramente un libro notevole, un plauso all'autrice che ha dato prova di gran sensibilità in questa sua opera.

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